Nessi di e con Alessandro Bergonzoni il secondo appuntamento con L'Altro Teatro

Nessi di e con Alessandro Bergonzoni è il secondo atteso appuntamento di venerdì 2 dicembre al Teatro Camploy alle 20.45 con la rassegna L'Altro Teatro organizzata dal Comune di Verona in collaborazione con Arteven (Circuito Teatrale Regionale), con Ersilia Cooperativa e con EXP - Are We Human.
La regia dello spettacolo è dello stesso Bergonzoni con Riccardo Rodolfi.

Nessi (prodotto da Progetti Dadaumpa e da Allibito) sta per “connessioni” ma può essere inteso anche come “fili tesi e tirati, trame e reti, tessute e intrecciate” per collegarsi con il resto del pianeta. O meglio dell'universo. Con questo quattordicesimo spettacolo Bergonzoni si pone al centro di una cosmogonia comica circondato da una scenografia "prematura", da lui concepita, alle prese con un testo che tende a essere una candida e poetica confessione esistenziale. Senza per questo rinunciare alla sua dirompente visione stereoscopica che, con una risata, sa trasformare lo stupore in rivelazione.

Lo spettacolo, ha scritto Renato Palazzi sul Sole24ore,  «è qualcosa di intimo, di non detto che egli esprime attraverso l'istinto e le viscere, qualcosa di imprendibile, eppure sostanziale. Già da tempo, d'altronde, questo grande visionario della scena ha superato la fase del puro gioco di parole, dell'esilarante calembour per addentrarsi su un terreno più sottilmente metafisico, dove il paradosso comico sfiora l'enigma dell'identità, dove il dissolversi del linguaggio riflette il mistero della vita. E al teatro, non a caso, Bergonzoni ha via via affiancato le arti visive e ora i libri di poesia»

 

«Nessi – dice Bergonzoni con uno dei suoi paradossi – è uno spettacolo che si rifà a un bisogno di nudità». E prosegue: Nessi è il nostro comandamento zero. Prima della Costituzione, del codice della strada, del galateo. Ci sono norme che riguardano noi, il comandamento zero, appunto: fare nesso, cucire i fili con quello che ci sta intorno. E i fili sono i sensori che abbiamo addosso, le nostre sensibilità che ci mettono nella stessa frequenza col mondo esterno. Basta attivarli. Se ti inchini per allacciarti le scarpe a Roma, fai nesso con l'uomo che in Siria si inchina per non farsi colpire da un cecchino».

Fustigando certe “sicurezze”-illusioni collettive, Bergonzoni, parlando di Nessi, ha dichiarato: «Se vogliamo migliorare lo stato delle cose, miglioriamo quello che facciamo noi. Finiamola di andare ai concerti, ammirare le immagini-denuncia della guerra in Vietnam, i volti di Gandhi o Mandela, demandare a poeti, cantanti, attori la solidarietà, la buona politica, le belle parole: De André dimmi, che mi fai sentire buono... Dobbiamo essere noi i Gandhi, i Mandela, i Peppino Impastato contro la mafia ogni giorno. Io devo essere l'intera piazza che protesta contro i femminicidi guardando le mie paure, il lato femminile che ho ucciso... Il mio comportamento è già un voto. La protesta non basta più. Fare, non protestare».

Nessi – essendo Bergonzoni testimonial degli “Amici di Luca" e della “Casa dei Risvegli” che operano per il ritorno alla vita attiva dopo il risveglio dal coma – è stato inserito nella terza edizione del festival Non c’è differenza organizzato dal Teatro Laboratorio e da CasadisMappa. Biglietti per lo spettacolo non più disponibili essendo andati esauriti nel corso della prevendita iniziata più di un mese fa.