Nasce l'osservatorio territoriale VeronaPolis

A Verona si è costituito VeronaPolis, un gruppo di studio sulle questioni urbanistiche della nostra città. Non è una nuova associazione, ma un osservatorio che intende essere attento a quello che accade sul nostro territorio e collaborare con tutte le realtà che si occupano di ambiente, urbanistica, cultura e paesaggio.
Pubblichiamo una riflessione sull'area di  Verona Sud dell'architetto Giorgio Massignan responsabile di VeronaPolis.

Il passato, il presente e il futuro di Verona Sud

Verona Sud è stata l’area dove, nel lontano 1948, il Consorzio ZAI, creato da Comune, Provincia e Camera di Commercio, aveva previsto di dotare Verona di una zona per lo sviluppo industriale. L’intelligente pianificazione di quegli anni lontani portò poi il Consorzio a programmare il Quadrante Europa e, intorno agli anni ’80, il Polo dell’Innovazione alla Marangona, con l’obiettivo di permettere all’economia della nostra città di raggiungere un alto livello qualitativo e occupazionale, rapportando il settore della ricerca scientifica con quello della produzione.

Ora, leggo che in quelle aree si sta realizzando la più pesante speculazione che la nostra città ricordi. Circa 3.000.000 di mc di commerciale, terziario, alberghiero, ricettivo e direzionale, oltre a 1.000.000 di mc di residenziale. E, alla Marangona, su un’area di circa 40.000 mq, anziché il Polo dell’Innovazione, pare che si aggiungano a quelli già previsti, altri 100.000 mq di spazi commerciali per accogliere l’Ikea. Non comprendo come si possa inserire, in un’area già congestionata di traffico e con un alto inquinamento atmosferico, un’ attrattore di traffico come uno store Ikea.

La differenza tra chi pianificava il territorio valutando il futuro economico e sociale di Verona e chi invece raccoglie solo le proposte di grossi operatori privati e su queste basa la programmazione della città, si rivela proprio in questa difformità di scelte urbanistiche. Da una parte si ideava la zona agricola industriale, poi la Fiera, poi il Quadrante Europa e quindi il progetto, mai realizzato, del Polo dell’Innovazione; dall’altra tanti, troppi centri commerciali, ingiustificati e privi di senso logico.

Perché possano sopravvivere tutti i centri commerciali previsti, ci vorrebbe una popolazione di 2.000.000 di abitanti. La provincia di Verona ne ha circa 1.000.000.

Concludo con una domanda a cui non riesco dare una risposta: chi sono tutti questi operatori privati che, in un momento di crisi economica, con un mercato che offre una grande abbondanza di edifici vuoti, investe in queste operazioni?

Giorgio Massignan responsabile VeronaPolis