Musica da Bere 2015: il reportage di Radio Popolare Verona

E’ terminata la sesta edizione di Musica Da Bere, concorso musicale per artisti che suonano e cantano la loro musica, che si svolge tra Rezzato e Lumezzane (Bs) e avvicina e rende fruibile la musica come poche manifestazioni sono in grado di fare. Concerti, workshops, mostre fotografiche: un Festival teatrale meraviglioso, di cui Radio Popolare Verona è stata orgoglioso media partner.

Un ringraziamento per questi tre giorni memorabili a Davide, Paolo, la “nostra" Giulia e a tutto lo staff di MdB 2015, a loro è dedicato questo reportage on the road scritto a 4 mani da Stefania ed Elena…   

Venerdì 8 Maggio  (Stefania)

Al Teatro CTM di Rezzato inizia la competizione tra i sei finalisti, aspiranti al titolo di Musica da Bere 2015. In realtà i premi quest’anno saranno due: oltre al premio “ufficiale” consegnato dalla giuria “tecnica” composta da Enrico de Angelis, Enrico Faccio, Massimo Pirotta e Fabio de Min, sarà assegnato un premio speciale assegnato dai Festival (D-Skarika Live, Reset Festival, Rock Sul Serio, Popolare Summer Festival) e consentirà ai vincitori di esibirsi sui palchi dei 4 Festival in giuria.

La prima performance è dei bresciani Karenina, che propongono un indie rock accattivante e di grande impatto live. Secondo gruppo in gara i Turkish Cafè dalle Marche, che presentano un sound ricercato dal sapore mitteleuropeo. Infine i Moscaburro da Bolzano, ospiti lo scorso anno del Popolare Summer Festival 1° edizione, a Musica da Bere portano un mix di pezzi nuovi e brani del primo album, proposti in chiave più rock ma mantenendo sonorità ugualmente ricercate, che non fanno rimpiangere l'indie folk degli esordi.

La prima serata di Musica da Bere si conclude con la sarcastica, pungente esibizione di Paolo Rossi, che accompagnato dal suo chitarrista Emanuele Dall’Aquila ha ricevuto la Targa Graffio di Musica da Bere 2015. Una performance di delirante ed intelligente, che ha saputo graffiare con ironia (anche se i fasti del passato recente sono lontani).

Sabato 9 Maggio (Elena)

La giornata inizia prestissimo alla Biblioteca di Rezzato: alle 16.00 Lorenzo Monguzzi, uno dei cantautori ospiti della serata in teatro, propone un divertente workshop sulla scrittura di una canzone, costruendo con il pubblico lo scheletro di un pezzo indie triste, contrapposto all’omologo ironico e sarcastico. Davvero un esercizio simpatico e molto efficace, che coinvolge e diverte i presenti .

Alle 18.00 il dibattito si estende ai Festival sul tema “Come organizzare un Festival ed uscirne vivi”, moderato da Jean-Luc Stote, colonna portante del festival di Radio Onda d’Urto. L’obiettivo è condividere le problematiche della fase organizzativa (e sono tante, soprattutto a causa del vuoto legislativo che grava su tutto il mondo della musica), ma anche le gioie e le attese che ruotano attorno ai pochi giorni dell’anno in cui si svolge l’evento, tra previsioni meteo, teloni per la pioggia, litigi e allegre sbronze alle 4 del mattino. Davvero un magnifico momento di comunicazione, in cui scopriamo che le nostre città limitrofe (Brescia e Bergamo) hanno addirittura fondato un consorzio delle realtà organizzatrici di Festival, per non accavallare troppo gli eventi e cercare aiuto reciproco. La speranza è che un giorno anche Verona possa vantare un organismo di coordinamento di questo livello…nel frattempo abbiamo orgogliosamente alzato la bandiera del nostro “Popolare Summer Festival”, che cresce di anno in anno e cerca di avvicinare gli ascoltatori al mondo di cultura, informazione e musica che sta dietro ai nostri microfoni.

Alle 21.00 riparte la gara al Teatro CTM di Rezzato: salgono sul palco le Alarc’h, raffinatissimo duo di ragazze di Forlì, che presentano un meltin’pot di musica celtica, portoghese, bretone, con suoni provenienti dal patrimonio musicale del meridione italiano. Simona e Marta suonano arpa celtica, percussioni, flauti e ci regalano una performance di grande classe ed eleganza, che incanta la platea.

Il secondo finalista è Alessandro Fiori, non proprio un esordiente vista la decennale militanza nei Mariposa, al fianco di Enrico Gabrielli e il recente sodalizio con Marco Parente. Il suo è un songwriting emozionale e sognante, proposto con pathos ed ironia come solo i grandi sanno fare.

Infine chiudono le esibizioni i bresciani Lemon Squeezers, sette elementi sul palco,con un mix di  Ska, Reggae, Swing ed elettronica, molto vivaci e festaioli.

Inizia poi la seconda parte della serata dedicata ai nuovi cantautori della musica italiana: dal songwriting poetico e contemporaneo di Marco Iacampo, alla tradizione folk rivisitata di Lorenzo Monguzzi (che si esibisce accompagnato dal meraviglioso violoncello di Daniela Savoldi), al cantautorato indie ispirato e malinconico di Fabio de Min (leader dei “Non voglio che Clara”).

Arriva poi Paletti, che propone il suo pop magnetico, davvero molto bravo nel declinare il suo repertorio in chiave acustica, nudo dell’elettronica che gli è tanto cara.

Siamo quasi alla fine della lunga serata di esibizioni e salgono sul palco 2/4 dei Perturbazione, storica band indie torinese. Tommaso Cerasuolo attacca “Agosto”, accompagnato dalla fidata chitarra di Cristiano Lo Mele ed è subito magia.

Chiude la rassegna dei songwriters Dellera accompagnato dal violino di Rodrigo D’Erasmo (che l’anno prima sullo stesso palco aveva coadiuvato Manuel Agnelli in un set acustico strepitoso). Roberto Dell’Era, fresco di pubblicazione del bellissimo “Stare insieme è pericoloso”, sua seconda fatica solista, dimostra grande padronanza del palcoscenico. Un artista completo e maturo, che oltre a suonare egregiamente il basso nel miglior gruppo rock italiano, sa declinare la sua musica con maestria, destreggiandosi tra accenti delicati e cantato emozionale.   

Sembra tutto finito…invece l’after show al circolo arci limitrofo al teatro ci regala ancora esibizioni live chirarra e voce dei Perturbazione, di Dellera, di Alessandro Fiori. La generosità e l’empatia di questi artisti è palpabile e consente quella vicinanza alla musica, quasi da toccare con mano, che è primario obiettivo di Musica da Bere (quest’anno raggiunto a pieno).

E’ tempo di decretare i vincitori: la giuria tecnica ha scelto il folk romantico dei Moscaburro, la giuria dei Festival il rock energico dei Karenina. Complimenti ai vincitori, ma un plauso speciale all’umiltà e alla bravura di Alessandro Fiori, un cantautore capace come pochi in Italia di trasportare il pubblico nel suo mondo minimale e poetico, con rara intensità.   

Domenica 10 Maggio  (Stefania)

La Festa conclusiva di Musica da Bere 2015 si sposta al teatro di Lumezzane.

I primi ad esibirsi sono i Karenina, vincitori di Musica da Bere 2015 per la Giuria del Festival, che si esibiranno quest’ estate nei festival che hanno preso parte alla giuria, quindi saranno anche protagonisti del nostro Popolare Summer Festival (Radio Popolare Area 1-5 Luglio).

Arrivano i Saluti da Saturno, vincitori della Targa MdB 2015, e portano sul palco della finale una vera e propria rivoluzione musicale. Dalla Romagna con furore la band trascina il teatro in quello che viene definito extra liscio, dove i suoni dell'elettronica e del rock si amalgamano in un mix brillante con il tradizionale liscio da balera romagnola.

Sul palco assieme ai Saluti da Saturno due miti della tradizione della musica da ballo: "Johnny" Moreno Conficconi e Mauro "The Voice" Ferrara. Ed è una vera e propria festa che culmina in un’esibizione finale con cast, crew, ospiti e concorrenti di Musica d Bere sul palco per un assaggio di Romagna a 360 gradi.

E’ il turno di Maria Antonietta, Targa MdB Artista Emergente,con un set acustico voce e chitarra forte, come è davvero forte questa giovane artista. Grintosa, ruggente, con un sound mai banale che sa colpire e affondare con i suoi testi. 

E' il momento dei vincitori del concorso, sono i Moscaburro. Permettetemi una piccola deviazione personale, ho incontrato per caso questi ragazzi di Bolzano ormai quasi 3 anni fa a Firenze all'after concert di Damien Rice (molto più semplicemente "dopo il concerto Damien suonava fuori dalla Cavea seduto a terra con una cinquantina di persone - me inclusa - in estasi”).  Il buon vecchio Rice offrì la sua chitarra a chiunque volesse suonare e si fecero avanti questi tre ragazzi e credo che a me lì sia proprio partito un vero e proprio colpo di fulmine musicale... avete presente quelle band, quelle canzoni che hanno tutto quello che vi piace? Per me, seduta su una marciapiede, fuori dalla Cavea di Firenze a pochi metri da quello che senza troppi giri di parole definisco il mio artista preferito, quei 3 ragazzi di cui non sapevo il nome, rappresentavano tutte quelle cose lì, quelle che mi piacciono, quelle che cerco in un artista. Quindi sì, lasciatemi condividere con voi un momento emotivo personale: la loro vittoria a Musica da Bere mi ha proprio regalato una bella emozione. Perchè sono bravi e meritano qiesto successo e sono cose che in questo paese succedono raramente ...per fortuna che ci sono occasioni come Musica da Bere, che premiano realmente il talento.

Gran finale con Samuel Romano, voce dei Subsonica ma anche dei Motel Connection se vogliamo essere precisini precisini. Allora… Samuel lo si conosce un po' tutti, ma da solo con una chitarra è una cosa abbastanza inedita e se vogliamo proprio lasciarci andare: sublime. Sì, e non lo dico perchè i Subsonica fanno parte della mia storia musicale, della mia adolescenza e fanno con le loro canzoni anche un po' parte della mia vita. No, lo dico perché Samuel Romano acustico e scarno è qualcosa che uno non si aspetta, è qualcosa che lascia a bocca aperta. Ci sono pochi dubbi, si può apprezzare o meno i Subsonica, si può averli rinnegati perché “ troppo commerciali” o perchè "non sono mai riusciti a bissare Microchip Emozionale", ma il talento e la voce sono indiscutibili. E vederlo da solo su quel palco con quella chitarra è l'estrema prova che il successo a volte non arriva per caso ma deriva dal talento, dall’impegno e dalla bravura. Ci regala un meraviglioso set acustico con menzione speciale per  “Lasciati” da Microchip Emozionale e la per la meravigliosa “Dormi”, ninnananna troppo spesso dimenticata da quello che possiamo definire l'album più discutibile dei Subsonica (Terrestre).

 

I complimenti di tutta la redazione di radio popolare Verona vanno allo staff di Musica da Bere 2015, che ci ha emozionato e coinvolto in tre giorni di musica, non solo da bere, ma anche da condividere, apprezzare, capire ed amare.