Musica da Bere 2014- Il Reportage di Radio Popolare Verona

Ci sono serate magiche, un vero privilegio per chi possa farne parte. Domenica a Rezzato, in occasione della consegna dei premi di “Musica da Bere”, Radio Popolare Verona è stata orgogliosa media partner di un evento unico, risultato della passione dei ragazzi de “Il Graffio” e delle splendide performances degli artisti presenti. Appunto una serata magica.

Il Premio “Musica da Bere” è giunto ormai alla sua quinta edizione: si tratta di un concorso per autori di canzoni, organizzato dall’Associazione Culturale “Il Graffio” di Vobarno (Bs). Tra 240 artisti emergenti sono stati scelti sei finalisti e sabato notte la giuria, composta da patron illustri quali, tra gli altri, Enrico de Angelis (Club Tenco) e Giordano Sangiorgi (MEI), ha decretato il vincitore. Si chiamano Little Creatures, due ragazze, ukulele e tastiere, un progetto sicuramente originale.

Le targhe 2014 sono state poi assegnate a:

Targa Graffio – PAOLO HENDEL (venerdì 9 maggio)   Targa alla carriera – RICKY GIANCO (sabato 10 maggio) 

Targa MUSICA DA BERE – MANUEL AGNELLI (domenica 11 maggio)   Targa Emergente - LEVANTE(domenica 11 maggio)   Targa alla carriera – AREA (domenica 11 maggio)

Ma andiamo con ordine. La nostra serata, quella magica citata in apertura, è domenica e inizia presto. Alle 17.30 circa è prevista una conferenza stampa con i vincitori, introdotta dalla presentazione dell’ultimo libro di Enrico Deregibus “Chi se ne frega della musica?”. E’ una chiacchierata interessante, in cui scopriamo che Levante e gli Afterhours erano su due palchi diversi il Primo Maggio, ma lei avrebbe preferito essere a Taranto, sia per comunanza artistica, che per finalità sociali. Manuel spiega che la manifestazione pugliese si è svolta per raggiungere obiettivi concreti per una città che soffre particolarmente la mancanza di lavoro e di prospettive; per questo motivo loro hanno preferito dare un contributo ad un progetto nuovo e costruttivo, piuttosto che al contenitore televisivo di Roma (pur precisando che hanno partecipato nove volte in passato e condividendo con Levante l’importanza di portare la propria musica su quel palco). Poi interviene Paolo Tofani, chitarrista degli Area,  che affascina la sala parlando del suo percorso interiore di ricerca spirituale, dei trent’anni passati in un monastero Hare Krishna, della nuova consapevolezza con cui si riaffaccia alla vita borghese.

Terminata la conferenza stampa, ai nostri microfoni Manuel Agnelli ci racconta di essere orgoglioso di ritirare questo premio, di avere imparato senza remore a raccogliere i frutti del lavoro degli Afterhours, una band fondamentale per il rock indipendente italiano, l’unica di caratura internazionale, modello da seguire anche per gli artisti in erba di “Musica da Bere".

ASCOLTA L’INTERVISTA CON MANUEL AGNELLI  :  IntervistaManuelAgnelli.MP3

Alle 21.30 circa Davide Vedovelli , in rappresentanza dell’Associazione “Il Graffio” , da il benvenuto alla platea del teatro CTM di Rezzato, gremito in ogni ordine di posto.

Si parte con l’esibizione di Levante, che propone qualche brano dal suo primo lavoro di grande successo “Materiale Distruzione”. Un pop onesto e solare, costruito con anni di gavetta, lontano dalle facilitazioni televisive. Claudia, vero nome di Levante, canta con trasporto e con tanta voglia di conquistare il pubblico ed è visibilmente emozionata nel momento della consegna della targa “Emergente”, una conferma importante che suggella un anno eccezionale per la sua musica.

Si continua con l’esibizione e la premiazione delle vincitrici del concorso, le “Little Creatures”, che propongono il loro mondo minimalista costruito con voce, ukulele e tastiere. Canzoni semplici, appena abbozzate, un progetto che sicuramente avrà tempo per essere messo maggiormente a fuoco dal vivo.

Ore 22.30: salgono sul palco Manuel Agnelli (voce, chitarra, piano) e Rodrigo D’Erasmo (violino e cori) ed è subito poesia. Il repertorio degli Afterhours non è solo rock di sudore e decibel, è un mondo meravigliosamente variegato, che declinato in acustico offre perle di rara bellezza e intensità. Da “Ballata per la mia piccola jena” in apertura, a “Non è per sempre”, pezzo pop cristallino che in dimensione chitarra e violino toglie il fiato. Si continua con “Come Vorrei” da “Hai paura del buio?”, disco celebrato dal MEI come l’album rock più influente degli ultimi quindici anni, e con due delle canzoni più amate di sempre degli Afterhours : “Bye bye Bombay” e “Quello che non c’è”. E’ un set incredibile, intensissimo, Manuel e Rodrigo lasciano parlare la loro musica e ammaliano la platea con grande generosità. Il teatro vive la magia sul palco con silenzio irreale e tributa una giusta ovazione a Manuel Agnelli, che ritira un premio doveroso per la sua arte, il suo essere artista, performer e da sempre sulle barricate per la promozione della cultura a 360 gradi. Devo ammettere che ascoltare questo mini concerto senza l’odioso karaoke del vicino nelle orecchie e il pathos tipico dell’ambientazione rock classica, alla quale gli Afterhours sono da sempre legati, è stato un regalo dall’inestimabile valore. Un privilegio.

La rassegna si chiude con la performance degli Area, con Paolo Tofani in abiti monacali seduto su un palchetto con la sua chitarra Tri-Kanta Veena (Vina a tre voci), uno strumento unico al mondo. Insieme a lui ci sono Patrizio Fariselli alle tastiere, Walter Paoli alla batteria e Ares Tavolazzi al basso, quattro elementi dal virtuosismo conclamato (amatissimi da Elio, tra i tanti). Nessuna operazione nostalgia, ma una proposta che coniuga brani storici come “Luglio, Agosto, Settembre (nero)” a materiale nuovo, con improvvisazioni tipiche del jazz e tensioni prog rock sempre vive e vibranti. Anche in questo caso un’esibizione magnifica, salutata dall’entusiasmo del pubblico, che coccola gli Area anche al momento del ritiro del loro premio alla carriera.

Una serata piena di emozioni, un’organizzazione dell’evento perfetta, che merita un plauso soprattutto per la passione di Davide, Giulia e di tutti coloro che lavorano ogni anno per mettere la musica al centro per tre giorni intensi di celebrazione dell’arte più misteriosamente vicina all’anima . Perché la musica aiuta a non sentire dentro il silenzio che c'è fuori, parola di Johann Sebastian Bach.