Mose. Interpellanza del M5S: “Il progetto va rivisto da capo a piedi”

I consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle, hanno sottoposto all'attenzione del governo regionale un'interpellanza sul Mose: la questione, già fondamentale, diventa di stringente attualità in seguito alle notizie sugli incidenti avvenuti nel cantiere del sistema. “Il progetto – sostengono i Cinque stelle - va rivisto sul piano funzionale e tecnico prima di procedere con il completamento dell'opera: è necessario sapere chi ha convalidato la funzionalità del sistema di previsione e firmato gli studi del monitoraggio ambientale. Diventa indispensabile analizzare le implicazioni future dell'affondamento dei cassoni nei canali, fare luce sugli incidenti e sui collaudi. Il tutto va inserito nell'ottica della commissione anticorruzione, creata appositamente per fare chiarezza sul Mose e mai attivata”.

Il gruppo consiliare ricorda come il progetto del Mose sia già stato bocciato nel 1998 da parte della commissione nazionale per la valutazione dell'impatto ambientale: “Già allora – dicono i consiglieri del Movimento 5 Stelle - si parlava di un sistema datato, inutile sia per l’acqua bassa, sia con onde troppo alte che potrebbero mandare in risonanza le paratoie oscillanti”. “Le note vicende giudiziarie che hanno coinvolto il Consorzio Venezia Nuova, concessionario unico dello Stato e costruttore del Mose – aggiungono - ipotizzano azioni di corruzione e concussione e possono destare legittimi sospetti di coinvolgimento di comportamenti illegali riscontrabili in quei soggetti, tecnici e politici, che tanto si sono spesi per la realizzazione del sistema. Che si è rivelata una macchina corruttiva capace di controllare il controllore, il Magistrato alle Acque, e di elargire tangenti a tutti i soggetti coinvolti, a tutti i livelli”. “Il gruppo di tecnici che per primo ha negato la valutazione di impatto si è di recente ricostituito – proseguono i consiglieri pentastellati - e ha iniziato a fare pressione nei confronti del Governo per chiedere di rivedere l'intera opera. I ricercatori del dipartimento di ingegneria idraulica dell'Università di Padova, che stanno lavorando da anni sulle dinamiche della laguna veneta, sono stati messi all'angolo perché si sono rifiutati di modificare una relazione, rendendola favorevole al Mose”.

La consigliera di Chioggia Erika Baldin (M5S) parla dell'incidente al cassone nel suo Comune: "È avvenuto lo scorso ottobre e si è scoperto solo ad agosto 2015. Soprattutto i danni di così vasta portata, si parla di 12 milioni di euro, devono essere resi noti prontamente e si devono effettuare urgentemente tutte le misure necessarie per far fronte ai ritardi e ai disagi alla navigazione. Chioggia è uno snodo portuale fondamentale e il più importante porto peschereccio dell'Adriatico. Bisogna limitare con ogni mezzo le perdite, potenzialmente ingenti, per agli addetti al settore. Se si tratta di un errore umano allora si ricerchino i responsabili".