Mauro Ottolini @Teatro Romano di Verona - Verona Jazz 2015 - Live Report

Incontrare Mauro Ottolini può riservare molte sorprese, ormai lo so. Sempre in movimento, mille progetti in corso, caustico e loquace, in grado di coniugare la complessità nelle composizioni con la voglia di comunicare e coinvolgere il pubblico in ogni occasione, anche con jam improvvisate (la presentazione alla Feltrinelli della scorsa settimana é stata arricchita dall'esecuzione di un paio di pezzi per orchestra rifatti in trio e si é conclusa con un fado di Amalia Rodriguez!) . Ma nulla poteva presagire il sogno che ho fatto quella sera al Teatro Romano. Perché vedere Dan Kinzelmann al sax vestito di un abito bianco con baffi disegnati ovunque, Vincenzo Vasi in completo rosso fuoco come uno stregone al theremin e ai mille suoni che sarebbe riduttivo definire la sua voce, l'ascetico e illuminato Enrico Terragnoli con mille quadrifogli e poi Danilo Gallo e Zeno De Rossi..tutti musicisti che anche i semplici appassionati conoscono e hanno apprezzato in mille concerti...E poi la sorprendente Vanessa Tagliabue Yorke , in frac, con una mimica e una voce perfetti per questo progetto. Il tutto doveva essere un lavoro di sonorizzazione di un film muto di Buster Keaton , The Seven Chances, sulla base delle partiture del compositore Fletcher Henderson, modernissime a dispetto dei quasi cent'anni trascorsi...Scale esatonali, accordi aumentati, suoni che difficilmente immagineremmo in una musica da film. Eppure il trombonista veronese non solo ne ha reso efficacemente lo spirito, ma ha dimostrato una volta di più che la musica veramente valida e bella supera il tempo e i generi. Il film divertente e con mille gag, per nulla scontato come il concerto che abbiamo ascoltato. Credo che occasioni come queste siano la prova che VeronaJazz può offrire molto al panorama musicale scaligero e speriamo che leprossime edizioni lo confermino. 

Massimiliano Venturini