Maria Teresa Ferrari e Dino Buzzati anteprima delle Giornate Buzzatiane

Sarà martedì 15 marzo al Teatro Nuovo di Verona, nell'ambito del Grande Teatro, l'attesissimo debutto nazionale de Il deserto dei Tartari, tratto dal noto romanzo di Dino Buzzati, prodotto dal Teatro Stabile del Veneto “Carlo Goldoni” – Teatro Nazionale, adattamento teatrale e regia di Paolo Valerio.

Tra i più originali e amati scrittori del nostro Novecento, l'autore del Deserto dei Tartari ha lavorato in via Solferino per oltre quarant'anni, dedicando al “Corriere della Sera” tutta la sua vita, e ricoprendo vari ruoli: è stato reporter, inviato, elzevirista, responsabile della terza pagina, cronista d'arte. Un'attività che ha sempre affiancato alla pittura, la sua grande passione. A 110 anni dalla nascita, la figura di Dino Buzzati (Belluno 1906- Milano 1972) e la sua opera letteraria e artistica verranno raccontate durante le “Giornate buzzatiane”, curate dallo stesso Teatro Stabile del Veneto in collaborazione con Maria Teresa Ferrari, autrice e critica d’arte, tra le massime esperte dell’opera pittorica di Dino Buzzati.

Nel frattempo, ci sarà un'esclusiva anteprima dell'universo Buzzati, giovedì 10 marzo alle ore 18 presso la libreria Pagina Dodici (Corte Sgarzerie 6a), in occasione della rassegna “IL LIBRO, LA VITA”, che intende esplorare la relazione fra gli ospiti invitati e un autore/un libro che ha segnato sensibilmente la loro vita, la loro riflessione, la loro visione del mondo, il loro lavoro. Promossa da Il circolo dei lettori di Verona in collaborazione con la libreria Pagina Dodici, il ciclo di incontri si aprirà proprio con Maria Teresa Ferrari, che racconterà il “suo” incontro con l'autore bellunese.

“Un autore che si ama fa parte di un’esistenza proprio come un amico, una donna amata. I rapporti che si sono stretti con lui nel corso degli anni, fanno parte dell’intimità” dice Serge Doubrovsky, autore francese così permeato dall’influenza del pensiero di Sartre da riconoscere di sentire parti della sua opera “colargli nel sangue, nel corpo”, ammettendo come l’itinerario del filosofo dell’Esistenzialismo abbia contrassegnato il suo tragitto.

Per Maria Teresa Ferrari l'incontro con Buzzati è stato determinante, nella vita e nella professione. Ci fu un primo approccio con Buzzati scrittore sui banchi di scuola, poi un secondo, fulminante, con Buzzati pittore. Avvenne nel 1992, quando, dopo aver visto per la prima volta la sua pittura nella grande mostra allestita a Palazzo Reale, incontrò Stefano Cortina, figlio di Renzo, noto libraio e gallerista milanese, che dalla metà degli anni Sessanta divenne il gallerista “ufficiale” dell'artista bellunese.

Entrato da clandestino nella città dei pittori, senza “lasciapassare”, Buzzati restava sostanzialmente agli occhi del mondo e della critica, uno scrittore. Poi un giornalista. Infine, un pittore. Dilettante. Soffrì in cuor suo di questa scarsa considerazione nell'ambito delle arti visive, perchè la pittura era “quella cosa che più amava e più gli dava gioia nella vita, dopo la moglie, i familiari, gli amici”.

Da quel 1992, la studiosa iniziò ad approfondire l'opera pittorica dell'autore bellunese, grazie alla disponibilità di Almerina Buzzati, moglie dello scrittore. La prima grande rassegna, da lei curata riunendo tanti appassionati buzzatiani e le istituzioni cittadine, risale al 1994, proprio a Verona: incontri, convegni, letture ruotavano attorno alla grande mostra promossa assieme alla Società Belle Arti, Il surrealismo del quotidiano. In oltre vent'anni, la passione per Buzzati, l'ha portata a curare in tutta Italia progetti, rassegne, mostre, pubblicazioni ed è culminata in due importanti mostre: Buzzati 1969: il laboratorio del Poema a Fumetti (Belluno, Palazzo Crepadona, 2002) e Buzzati racconta, storie disegnate e dipinte, realizzata a Milano, alla Rotonda della Besana, nel 2006, in occasione del centenario della nascita. In quello stesso anno, Maria Teresa Ferrari ha firmato i maggiori eventi che si sono tenuti nelle città di Buzzati: Milano, Cortina e Belluno.

“Amo Buzzati scrittore, giornalista e pittore, - sottolinea la studiosa - ma naturalmente il lato cui sono più legata, anche a livello professionale, riguarda l'arte, non solo la pittura ma anche il suo fare cronaca d'arte. Sono gli ambiti ancora oggi meno conosciuti, ma ricchi di fascino e aneddoti. Snobbato dalla critica ufficiale, è invece amatissimo dal grande pubblico. Chi incontra la sua pittura, ne rimane sempre affascinato. Sul cronista d'arte, c'è ancora molto da dire e da scrivere”. 

Che tipo di influenza può esercitare, in un animo sensibile e attento, la lettura di un autore, di un libro? Può un autore influenzare il fruitore della sua opera al punto da agire sulla ricomposizione dell’esperienza vissuta o da indirizzarne la “conquista esistenziale”?

“A me ha segnato la vita e indirizzato il mio lavoro, ispirando la mia attività di curarice in cui amo costruire mostre che raccontino delle storie. L'ho sempre considerato un Maestro nella scrittura in genere, ma in particolare nella cronaca d'arte. Ogni volta che mi occupo di Buzzati, - conclude Maria Teresa Ferrari - ho la netta sensazione che nelle cose che faccio lui ci metta lo zampino. Le rassegne che ho curato sono sempre andate a buon fine, grazie a quel dialogo silenzioso, ma sempre animato, che ci lega. Alla fine lui l'ha sempre vinta”.

La rassegna “IL LIBRO, LA VITA” prosegue il 29 marzo, alle ore 18, con Maddalena Cavalleri e Christian Bobin, il 12 aprile, alle ore 18, con Marzio Breda fra Ezra Pound e Andrea Zanzotto, il 26 aprile, alle ore 18, con Hannelore Reinhard e Robert Seethaler.

Info: www.circololettoriverona.it.