Maria Cristina Motta alla guida dell'AGEC nomina o riconferma?

Le riflessioni di Giuseppe Braga sulla legittimità della nomina o meglio della riconferma di Maria Cristina Motta alla giuda di Agec.

Dopo la nomina, o meglio la riconferma nell'incarico di direttore generale della dottoressa Maria Cristina Motta alla guida dell'AGEC, il Presidente avvocato Massimo Galli Righi, forse sollecitato da malumori che potrebbero invalidare quella nomina, ha ritenuto opportuno convocare per il giorno 9 gennaio un nuovo consiglio di amministrazione "straordinario" per sottoporre al vaglio dello stesso la verifica della validità della scelta che aveva portato alla  votazione  dell' 11 dicembre scorso.

In quella votazione con due voti favorevoli, due contrari ed uno astenuto, si era  costituita una strana maggioranza che aveva ritenuto di riconfermare la dottoressa Motta in quell'incarico, che era stato ricoperto dall'ingegnere Sandro Tartaglia fino al suo arresto, per le note vicende, che avevano raso al suolo la dirigenza e parte del management della azienda.
Con queste mie considerazioni non intendo entrare nel merito se la votazione dell'11 dicembre sia stata valida, legittima o da invalidare. Voglio solamente osservare che la direzione di  una  azienda come l'AGEC, non può, a mio avviso, essere affidata alla decisione di solo due, oppure tre, o dell'intero consiglio  di amministrazione, anche se lo stesso e' stato in ogni caso nominati dal sindaco ed approvato dalla sua giunta.

L'AGEC e' una "azienda speciale" del comune di Verona . Gestisce  dei servizi primari e  possiede  un patrimonio che fa parte della storia, delle tradizioni e della cultura  della comunità locale. Il suo patrimonio consiste in circa 4.000 alloggi dati in locazione , in 13 presidi sanitari affidati ad altrettante farmacie rilevate dal comune,  gestisce il servizio per la refezione scolastica con la  preparazione e distribuzione di circa 14,500 pasti giornalieri, ed infine gestisce i servizi per le onoranze funebri e i 23 cimiteri comunali, compreso il monumentale ed servizi per le cremazioni.

Ebbene, la direzione di una azienda con queste caratteristiche non può essere "delegata", a mio avviso, ad una votazione ristretta a cinque componenti di un consiglio, seppur legittimo, le cui funzioni possono esaurirsi nel corso di uno o più mandati ed i cui componenti sono designati sulla base di criteri di schieramenti e di appartenenza alle varie componenti politiche che reggono l'amministrazione comunale.
Ciò in quanto taluni piani industriali possono riguardare più esercizi durante i quali esiste la necessità di garantire una continuità nella loro realizzazione ma che possono modificare l'organismo di gestione per le scadenze di mandato.
E queste mie convinzioni derivano da esperienze dirette nella gestione di processi e di sistemi  organizzativi di varie realtà aziendali e di controllo della gestione di alcune aziende in cui ho ricoperto funzioni di revisore contabile.

Giuseppe Braga
Revisore Contabile