March 4th Belgrado: festa di raccolta fondi

March 4th Belgrado sarà una serata all'insegna del «rendere visibile». Giulio Saturni usa questo termine per raccontare la serata di sabato quattro marzo organizzata dall'associazione One bridge to Idomeni in collaborazione con Associazione SDV.

Saturni è il presidente della neonata associazione di volontariato istituitasi nel marzo del 2016 come gruppo informale che, sotto la spinta dell'emergenza rappresentata dalla chiusura delle frontiere di alcuni paesi europei, partì alla volta della cittadina greca di Idomeni, posta al confine con la Macedonia, dove si era formato un campo profughi non autorizzato di circa diecimila persone. L'associazione conta nel sul collettivo altre sei persone - Anna Delaini, Manola Russo, Martina Malesani, Jacopo Rui, Pietro Albi, Giacomo Albi ed Edoardo Garonzi - i quali, a partire da gennaio, hanno ripreso un'attività continuativa, quella stessa attività che mostrano ogni fine settimana dalla loro pagina facebook, e cioè l'aiuto, in termine di denaro, tempo, e politica, che portano a Belgrado, la capitale serba punto di sosta coatto per alcune migliaia di migranti.

«Tengo a precisare» dice Saturni «che la nostra staffetta a Belgrado è garantita grazie a due cose: la partecipazione di molte persone al nostro progetto e le donazioni dei privati, che finalmente ora possiamo ricevere, in quanto la nostra associazione è nata da poco, grazie all'aiuto di "Mag Verona"». Saturni aggiunge che «il nostro progetto - che vuole portare aiuti nelle zone di sosta forzata dei migranti lungo la rotta balcanica e riportare le esperienze vissute a Verona e in Italia - vive grazie alle persone e ai gruppi - come Emmaus Verona, che ringraziamo ancora - che decidono di scendere con noi, fisicamente, alla volta dei Balcani. All'inizio fu Idomeni, poi seguirono i campi governativi greci (che l'associazione non ha mai tralasciato, con un'ultima volontaria attiva a Vasilika camp, a Salonicco, nel mese di gennaio?) e ora Belgrado. Ogni settimana cerchiamo di restare nella capitale serba per tre giorni, per consegnare la colazione, dell'acqua e per realizzare lavori necessari al campo, come l'ultimo - fatto dai ragazzi del collettivo "Refresh" di Trento che si sono appoggiati a noi per arrivare in Serbia -, la preparazione per una zona docce, che un gruppo di volontari spagnoli realizzerà nei prossimi giorni».

Le condizioni infatti in cui i migranti versano a Belgrado non possono che permettere, al massimo, una loro sopravvivenza: varie parti della città sono abitate dai rifugiati, ma l'associazione veronese si è fermata a dare il proprio aiuto nel centro della città serba, nel complesso edilizio della vecchia stazione ferroviaria centrale, un luogo abbandonato dalla città, colmo di spazzatura e macerie.
«La serata del quattro marzo servirà a rendere visibile, a comunicare alla cittadinanza cosa sta accadendo a Belgrado, quali sono le condizioni di vita dei migranti nel bel mezzo dell'Europa, a poche ore di macchina da dove noi ci troviamo, affinché il flusso di aiuti non si fermi». La serata si articolerà con una cena, con una mostra fotografica e con un concerto del gruppo veronese Contrada Lorì, che ha accettato l'appello di One bridge to Idomeni per «dar vita ad una bella serata - resa possibile grazie al contributo fondamentale di SDV - all'insegna della politica, che altro non è che cittadinanza attiva, vivere insieme agli altri», come conclude Giulio Saturni.

La serata si terrà al Forte del Chievo (Via Bionde, 61, 37139, Verona) e inizierà alle 19:00. È’ necessaria la preventiva richiesta di iscrizione online per il tesseramento all’Associazione SDV. La quota sociale è pari a 5€ che, come tutti i fondi raccolti durante la serata, verrà interamente devoluta al progetto One bridge to Idomeni.
Per donazioni, intestare a One bridge to Idomeni, come causale: Progetto Belgrado, al seguente IBAN: IT 86 C 05018 12101 000000240510.

QUI l’evento Facebook  

Info:
OneBridgeToIdomeni ONLUS - onebridgetoidomeni@gmail.com
Associazione SDV - info@sdv.vr.it