Mais ce n'est pas encore la nuit

Ma non è ancora la notte, non ancora  e soprattutto dopo ogni notte c'è una nuova alba.  Mais ce n'est pas encore la nuit, la nuova produzione del Teatro Scientifico, testo scritto e diretto a quattro mani da Isabella Caserta e Cathy Marchand del Living Theatre si chiude proprio su questo paradigma liberatorio. Dopo la notte della violenza, le note di una fisarmonica conducono a passo di danza verso un nuovo inizio. E la tensione si scioglie lasciandoci increduli e un po' sbigottiti.

Uno spettacolo ad alta tensione emotiva, e questa con è una novità quando parliamo di Teatro Scientifico. Isabella Caserta accoglie il pubblico all'esterno e ci emoziona subito dedicando lo spettacolo al padre Ezio Maria Caserta, di cui ricorre l'anniversario della tragica scomparsa (27/7/1997), il fondatore insieme a Jana Balkan del Teatro Laboratorio (poi Teatro Scientifico).
Ma dicevamo, la Caserta ci accoglie introducendoci allo spettacolo accompagnandoci verso la prima location esterna dalla quale prende vita la pièce. Il gesto e la musica sono i protagonisti di questa prima fase dello spettacolo che si svolge nello spazio antistante il teatro, uno dei cortili dell'ex arsenale asburgico,   luogo di per sé drammaticamente evocativo.  

All'entrata in teatro la parola amplifica il gesto intrecciandosi alle suggestioni visive, date dalla proiezione di immagini di repertorio, e alle suggestioni sonore, prodotte dalle musiche originali composte per l'occasione da Franco Battiato. Gli attori chiudono la platea entro il perimetro di violenza di un nastro nero, filo conduttore della follia di ogni guerra. Quadri viventi, icone di un'umanità frantumata, danno voce alle terribili storie della grande guerra, di tutte le guerre, combattute sui corpi prima che sulle anime, con particolare accanimento e devozione sui corpi delle donne, dei bambini.  Come spiegato nelle note di regia il progetto infatti, "non si pone tanto come una rievocazione del primo conflitto quanto come una riflessione sull'insensatezza della guerra, sulla violenza che scatena e in particolare su quella che passa sul corpo delle donne". Bravissimi tutti gli attori di questa messa in scena corale, non posso citarli tutti, ma voglio segnalare Francesco Laruffa ancora una volta perfetto nel dare corpo alla malvagità, ed Elisa Bertato che anima un quadro di grande impatto scenico oltre che emotivo.
Entrano in scena i bambini, la nuova alba, e il cordone della violenza si scioglie. Le note della fisarmonica ci conduco nuovamente all'esterno nella catarsi del ballo, accolti dalla grande famiglia del Teatro Scientifico - Teatro Laboratorio di Verona.

Venerdì 24 luglio ultima replica dello spettacolo che rientra nel cartellone dell'Estate Teatrale Veronese.