Mai con Flavio Tosi

In un'intervista pubblicata sul Corriere di Verona del 18 ottobre, Nadir Welponer rilancia l'idea dell'alleanza con Tosi per vincere le elezioni. Intervistato da Alessio Corazza, Welponer pensa ad un accordo programmatico tra PD, una lista della sinistra unita ed una lista civica, espressione della società civile e delle professioni. Questo  viene definito "tridente" e nelle speranze dovrebbe arrivare al ballottaggio nelle prossime elezioni amministrative. Welponer inserisce l'accordo con Tosi proprio in vista del ballottaggio. In sostanza, dice Nadir Welponer, se il centrosinistra vuole vincere deve allearsi con Flavio Tosi. Un'alleanza che deve essere fatta alla luce del sole, in Consiglio Comunale, e non nelle stanze segrete.

Nadir, vecchio compagno di mille battaglie, non è nuovo a questo tipo di ipotesi. Nel 2002 fu uno degli artefici principali dell'accordo con l'allora sindaco uscente Michela Sironi. Da quell'accordo uscì la vittoria che portò Paolo Zanotto a ricoprire la carica di sindaco fino al 2007 quando venne asfaltato da Flavio Tosi.

Nadir Welponer parla di pragmatismo, una sorta di "turiamoci il naso ma votiamo DC" di montanelliana memoria.

Assieme a Giorgia Guarienti intervistai per primo Paolo Zanotto, pochi minuti dopo la sua elezione a sindaco di Verona. Quella sera in molti pensammo che sarebbe cambiato qualcosa e sperammo nella presenza di molti veronesi in piazza a festeggiare un cambio epocale per la città.
Delusione totale, nessun festeggiamento forse in lungimirante previsione dei difficilissimi giorni che il centro sinistra si trovò a vivere fin da subito.

Uno degli ineffabili protagonisti dello scontro di allora fu l’attuale sindaco di Verona, leader della Lega razzista e separatista.

In tutti questi anni l’attuale sindaco si è prodigato nel ricercare e rimarcare le differenze piuttosto che cercare le affinità. Nessun dialogo, nessun incontro, nessuna mediazione con coloro che la pensavano diversamente.
Dei primi anni del sindaco Tosi ricordo le ordinanze proibizioniste e le panchine con il ferro divisorio, tutt’ora esistenti.

Non posso dimenticare la sua presenza alla testa di manifestazioni neofasciste, né la sua continua minimizzazione di ogni atto squadristico accaduto in città. Una città in cui la destra, rinfrancata e politicamente coperta, scorrazzava, provocava ed aggrediva in ogni dove. Più o meno come ora.

L’omicidio di Nicola Tommasoli rappresentò uno dei vertici più crudeli ed esplicativi.
Io non dimentico neppure che il suo capogruppo in consiglio comunale, ora ai vertici di Amia, fu quell’Andrea Miglioranzi, componente del gruppo nazi-rock dei Gesta Bellica, nonché esponente del Veneto Front Skinhed, ora Progetto Nazionale. I nomi, le frequentazioni, le idee e le proposte di questa galassia neofascista parlano da sole.

La vicinanza di Flavio Tosi ai gruppi neofascisti veronesi non è mai stata smentita né dal sindaco, né dai fatti.

E’ di queste ore l’intervista al Corriere di Verona in cui Michele Bertucco, capogruppo del Pd in consiglio comunale, si esprime contro ogni possibile alleanza con Flavio Tosi.
Apriti cielo!
Sembra che al Pd veronese questo non sia piaciuto, tant’è che si vocifera di una possibile sostituzione di Bertucco in qualità di capogruppo.

Dovesse succedere io credo che il Pd, ed i suoi esponenti del consiglio comunale, dovrebbero spiegarlo agli elettori in un confronto aperto e pubblico che Radio Popolare Verona è disponibile a mandare in diretta fin da subito.

Il calcolo di Welponer è puramente aritmetico, non c’entrano politica od etica, conta solo arrivare al potere. Rispetto a questo obiettivo tutto pare possibile, compreso il rinnegare le idee e le posizioni con cui molti degli attuali eletti del Pd in consiglio comunale si presentarono alle elezioni del 2012.

A questo punto diventa urgente sapere come intende agire, in modo ufficiale, il Pd e cosa intende fare quell’ameba che sta, frammentata ed inutile, alla sua sinistra.