LiveReport: Tracciati Emozionali - Subsonica @ Villafranca (VR)

Ci sono due posti dove ancora mi sento libera di ballare, il primo è racchiuso nei 38 metri quadri del mio appartamento, l’altro è un concerto dei Subsonica. Molte cose cambiano nel corso di 20 anni, fortunatamente e soprattutto se 20 anni fa di anni ne avevi 13, ma ci sono anche cose che rimangono e in qualche modo crescono con te. Una di queste, per me, sono i Subsonica e in particolare i loro concerti, che da quasi 20 anni sono un appuntamento che non riesco a perdere, così non è stato nemmeno in questo 2016, in cui il tour celebrativo dei 20 anni di carriera della band torinese, ha fatto tappa, venerdì 8 luglio, al Castello di Villafranca.

Inutile negare che più di ogni altro live, soprattutto per chi li segue dal quel lontano 1996/97, è un concerto costruito sulle emozioni, si parte un voiceover che racconta i fatti del 97, i Subsonica salgono sul palco e il concerto inizia sulle note di Istantanee dal primo album. Il concerto continua con una logica e una scaletta serratissime, tre canzoni per ogni album in studio. L’onda emozionale per i primi tre album è altissima anche in virtù della scelta, assulutamente non scontata, dei tre pezzi ad album: dopo l’apertura con Istantanee, sempre da Subsonica (1997), si passa alla splendida Non identificato e a Cose che non ho, poi da Microchip Emozionale (1999) Sonde, Aurora Sogna - forse ancora la migliore canzone dei Subsonica - e Colpo di Pistola. 

Seguono il turno i tre pezzi da Amorematico (2002) selezione magistrale con Albascura,  Gente tranquilla e  Dentro i miei vuoti. Ci si ferma per il ricordo più forte quello dell’annata 2001/2002 (Nuvole Rapide, il singolo lancio dell’album, uscì nell’autunno del 2001), un album nato in quell’anno - dai fatti del G8 di Genova al crollo delle Torri Gemelle -  che ha cambiato la percezione del mondo ed evidenza di un processo che era già in atto ma che ha definito il mondo come lo viviamo oggi. Personalmente è stato l’attimo e l’album che ho vissuto di più in questo concerto: aver vissuto quell’anno con quelle stesse canzoni, con i video dei Subsonica sparati a tutto volume da Mtv, il testo di Gente Tranquilla a coprire le pagine della mia Smemoranda… nell’anno dei miei 18 anni, della patente, della maturità… mentre il mondo stravolgeva la sua veste io mi apprestavo inevitabilmente a mutare la mia pelle. 

E ogni certezza è brivido 
Che massacra la tua quiete attorno al televisore. 

Quanta obbedienza, quanta osservanza, 
L'educazione che si deve ottenere 
Tra le pareti che ingoiano violenza 
Così invisibile che non vuoi sapere. 
L'intransigenza, l'intolleranza, 
Servite a tavola son pugni sul cuore 
Di chi ti ascolta e poi soffoca in silenzio 
Vite represse incorniciate d'onore. 
(Gente Tranquilla, 2002)

Si prosegue con il quarto album in studio Terrestre (2005), quello che ho sempre definito l’album più pop dei Subsonica, che però in questa notte a Villafranca i Subsonica mi hanno fatto venire voglia di riascoltare, grazie in particolare alla sublime esecuzione di Ratto. C'è tempo anche per ricordare l'incontro con Gino Strada e confermare l'impegno che i Subsonica senza troppi proclami - ma con profonda coerenza, hanno sempre avuto con Emergency. 

Dopo la pausa i Subsonica tornano sul palco per ripercorrere quelli che possiamo definire gli album della seconda fase del gruppo, quelli dopo la lunga pausa, quelli dopo e tra i progetti singoli, quelli della maturità, quelli che forse hanno perso il sapore delle strade e dei tour infiniti dei primi album, ma che non peccano in qualità e originalità. I Subsonica parte seconda sono una band consapevole, lavorano moltissimo sui testi, che invito tutti a leggere con scrupolosa attenzione, capace di articolarsi tra consolidate sonorità e nuove ricerche sonore.

Si chiude il percorso nella discografia di Casa Sonica, un concerto impeccabile, saranno passati 20 anni, forse Samuel non farà più i salti di 20 anni fa e le tastiere di Boosta non rimbalzano più come nel 98 però la band torinese si dimostra in ottima forma, confermando ancora una volta di essere una delle migliori band italiane uscite e sopravvissute alla fine degli anni 90.

Per tutti quelli che si stavano chiedendo “Ma quando arriva?” I subsonica dedicano l’ultimo atto di questo concerto a quella canzone lì, quella che tutti gli chiederanno sempre, quella canzone scritta per un Sanremo al quale - come Samuel raccontata - non sapevano se andarci o meno…  per fortuna ci sono andati, per fortuna si sono piazzati malissimo, per fortuna hanno scritto Tutti i Miei Sbagli.

Torno a casa da questo live con una convinzione indissolubile… sono quasi 20 anni che mi ritrovo a ballare, a "buttare fuori" a salti quello che ho dentro ai concerti dei Subsonica e non sono mai stanca di farlo. Samuel, Boosta, Max, Vicio, Ninja … alla prossima. Mi sa che di questa abitudine non mi libererò tanto facilmente. 

Scaletta
Istantanee
Non identificato
Cose che non ho
Sonde
Aurora sogna
Colpo di pistola
Albascura
Gente tranquilla
Dentro i miei vuoti
Ratto
Abitudine
Corpo a corpo
L’ultima risposta
Il centro della fiamma
Veleno
Benzina
Ogoshi
Io sto bene
Il diluvio
Istrice
Specchio
I cerchi degli alberi
Lazzaro
Tutti i miei sbagli

 

Stefania Berlasso