Linee generazionali: Noel Gallagher's High Flying Birds @ Hydrogen Festival

C'è un codice generazionale che unisce i fan degli Oasis, tutti ormai racchiusi più o meno in quella fascia d'età che va dai 30 ai 40 anni, quelli che hanno vissuto gli anni '90 in età adolescienziale, quelli toccati dal brit-pop. E Noel Gallagher, metà della mela degli Oasis, portatore di metà del patrimonio genetico completo dei fratelli Gallagher, ha saputo riportare quell'atmosfera perfetta l'8 luglio, sul palco dell'Hydrogen Festival a Piazzola sul Brenta, 

Interrotto per circa una mezz'ora da un tempesta, dopo un'emozionante esecuzione sotto la pioggia di quella che personalmente ritengo la canzone più intensa degli Oasis, Champagne Supernova, il concerto di Noel e la sua band si è lasciato vivere con intensità e trasporto, un'esecuzione di grande rispetto che ha messo in luce inqueivocabile talento e maestria.

Tra i successi della sua carriera post Oasis ai pezzi che hanno fatto la storia del duo di Manchester con due chicce d'eccezione "Fade away" e "Digsy dinner" che hanno colpito dritto al cuore dei fan più affezionati. Noel è fatto così di brit-pop, ironia inglese mista a qualche insulto (ma diciamocelo, si è addolcito parecchio) che è sempre stato un marchio degli Oasis (infondo non sei nessuno se un Gallagher non ti ha insultato almeno una volta).

Gli Oasis forse resteranno sempre quei tre immensi album lì (i primi 3) un fenomeno che saputo raccontare un capitolo importante della musica degli anni '90 e della storia del rock inglese ma questo non li sminuisce li rende maestri nel loro genere: parte del patrimonio genetico di chi ha cavalcato la loro onda, di chi, in quel "lontano 1995", ha messo la propria vita nelle mani di quella rock'n'roll band che li ammoniva a non farlo.

Noel Gallagher non è cambiato, non ha sperimentato non si è evoluto come hanno saputo fare i Blur e il loro istrionico leader, l'amico-nemico Damon Albarn, non è nemmeno sparito come i precurorsi di quegli anni '90 lì del brit-pop, gli Stone Roses o gli spesso dimenticati The Verve (che confenzionarono uno dei migliori album del genere), Noel è rimasto lo stesso, con le basette, la chitarra e quell'espressione lì, tra il divertito e l'incazzato... la verità è una: fa, senza sconti, del buon vecchio brit-pop e nel farlo è sempre fuckin' amazing!

 

SCALETTA

Do the Damage

The Wrong Beach

Everybody’s on the Run

Fade Away (Oasis)

In the Heat of the Moment

Lock All the Doors

Riverman

The Death of You and Me

You Know We Can’t Go Back

Champagne Supernova (Oasis)

Whatever (Oasis)

Dream On

The Dying of the Light

The Mexican

AKA… Broken Arrow

Digsy’s Dinner (Oasis)

If I Had a Gun…

The Masterplan (Oasis)

AKA… What a Life!

Don’t Look Back in Anger (Oasis)