Light

La leggerezza richiede solidità. Paradossale? Non molto visto che Italo Calvino sull’argomento ha tratto una delle più seminali Lezioni Americane e sempre più questo tema si pone come classico con cui confrontarsi. E il pianista romano Rossano Baldini ha raccolto la sfida verticale dello scrittore, incidendo un disco che richiede e trasmette cultura vivissima.

Ricordate la battuta di Glenn Gould per cui se un brano musicale è scritto bene lo potete far suonare da un quartetto di bassotuba e sarà comunque bellissimo? A contrario, il progetto di Rossano Baldini analizza la ricchezza della musica popolare e ne mette in luce le radici, la costruzione, le influenze.  Senza contare che il disco può essere visto come un progetto multimediale, con riferimenti alla fotografia ( prego guardare il raffinatissimo artwork) e al cinema.

Light, inciso nel 2016, è il secondo album del pianista romano accompagnato da Pierpaolo Ranieri, Michele Rabbia e Gianluca Petrella. Un concept album pubblicato per la raffinata etichetta giapponese Albore Records, che raccoglie brani della scena elettronica internazionale degli Anni Zero, con le due vistose eccezioni dei Kraftwerk e di uno dei primi esempi di musica concreta degli Anni 50.

Appassionato e produttore di musica elettronica, il pianista condensa la sua passione per le composizioni che non vengono rilette ma trasfigurate. Non inganni l’utilizzo di strumenti acustici, nelle parole del musicista il lavoro di manipolazione del suono  degli strumenti  è stato a dir poco certosino, nonostante il brevissimo lasso di tempo per provare prima dell’incisione.  Nelle parole del musicista romano, “nessuno sapeva quale forma avrebbe avuto il disco” e tale spontaneità si avverte nello scorrere dei brani.

Un altro tassello di una carriera tra le più promettenti.