Le proposte dell'osservatorio ambientale VeronaPolis per la riduzione dello smog

Riceviamo dall'osservatorio territoriale di VeronaPolis le considerazioni e le proposte di Giorgio Massignan riguardo all'emergenza smog.
Emergenza che a nostro avviso è diventata endemica e che al di là degli interventi tampone necessita di un piano ambientale a lungo termine di cui la politica deve assolutamente farsi carico.
Un piano ambientale che sia condiviso, non solo a livello nazionale, o europeo ma a livello globale. Non è possibile continuare a fare gli struzzi, il pianeta è uno ed è l'unica casa che abbiamo. (C.I.)

Verona nello smog. Che fare?

Ogni anno in Italia più di 34.000 persone muoiono a causa dell’inquinamento dell’aria.

Soprattutto nel settentrione se ne registrano oltre 22.000. È stato calcolato che in pianura padana, la zona più inquinata d’Italia, lo smog toglie agli abitanti, in media, circa un anno di vita.

Verona sta risultando una delle città più inquinate d’Italia e d’Europa.  Combattere lo smog e l’inquinamento dell’aria non è più uno slogan da ambientalisti, ma una necessità per salvaguardare la nostra  salute.  E’ vero che la pianura padana è una conca umida e poco ventilata, in cui si raccolgono gli elementi inquinanti; e che dagli anni ‘70  la temperatura  è aumentata  maggiormente di quanto sia cresciuta negli ultimi trecento anni. Ma è anche vero che non si è mai intervenuti decisamente per  bloccare  le fonti dell’inquinamento atmosferico. Ora si spera nelle piogge,  ma non possiamo contare nella breve pulizia degli eventi atmosferici, è necessario modificare i nostri comportamenti quotidiani attraverso politiche amministrative che siano realmente incisive e non solo propagandistiche ed inutili. Le targhe alterne, la riduzione delle fasce di apertura della Z.T.L. o altri provvedimenti simili, non sono sufficienti; servono solo a dimostrare che l’amministrazione ha fatto qualche cosa. 

Considerando che il primo responsabile dell’inquinamento atmosferico risulta essere il traffico, ritengo sia  da irresponsabili ed  incoscienti progettare e finanziare altre infrastrutture viabilistiche per motori privati a ridosso dei centri abitati, come il traforo delle Torricelle o la strada di Gronda  a nord-ovest. 

Se la pubblica amministrazione di Verona intende seriamente intervenire per bloccare lo smog e il suo drammatico impatto sulla salute dei cittadini, è necessario che pianifichi e programmi il territorio con metodi  ed obiettivi diversi rispetto a quelli utilizzati finora. Le scelte d’uso del territorio dovranno essere fatte a favore della salute dei cittadini e della qualità urbana della città e non per favorire la speculazione edilizia e/o  gli interessi degli operatori commerciali che mirano solo al proprio tornaconto economico. 

Ma soprattutto il nuovo piano dovrà prevedere la realizzazione di:

  1. Una vera alternativa al trasporto privato a motore, che non sia una struttura  subordinata alla viabilità privata su gomma, ma la vera e propria spina dorsale della mobilità urbana.
  2.  Una rete di piste ciclabili.
  3. La chiusura del centro storico, compresa Veronetta, e la destinazione a Z.T.L. di tutta la zona entro le mura magistrali, oltre a Borgo Trento.
  4. La realizzazione di parcheggi scambiatori in grado di permettere la intermodalità tra il trasporto privato a motore e quello pubblico più ecologico.
  5. Limitare il periodo e  le temperature del riscaldamento degli edifici.
  6. Incrementare le aree urbane verdi e piantumate, la cui azione diminuisce l’inquinamento.

Giorgio Massignan
VeronaPolis

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