Le musiche d’Oriente degli Zambra Mora

Esplorazioni e contaminazioni tra le musiche d’Oriente, così si chiude la decima edizione della rassegna musicale La Valigia dei suoni della Fondazione Centro Studi Campostrini venerdì 26 giugno alle 21 in via Santa Maria in Organo, 4, a Verona. Ossia con gli Zambra Mora formati da Luca Cacciatore al sax soprano, sax alto, flauto traverso e clarinetto,Paolo Bedini alla chitarra classica e oud, Lucio Forghieri alle percussioni, Mario Sehtl al violino, Igino Luigi Caselgrandialla batteria, e Gianluca Lione al basso. I concerti si terranno anche in caso di pioggia. Ingresso intero 15 euro, 10 euro ridotto.  Per informazioni e prenotazione dei posti rivolgersi a info@centrostudicampostrini.it o visitare il sito dedicato.

Zambra Mora significa letteralmente "camera araba" e al tempo stesso è il nome di un preciso stile del flamenco caratterizzato da una forte influenza orientale, nome che ben si adatta a rappresentare un progetto di occidentali sulla musica d'Oriente. I componenti del gruppo, infatti, provengono da esperienze e collaborazioni comuni sulla musica etnica e sono legati da una profonda passione per la cultura spagnola e medio orientale. Il gruppo propone sia una rilettura di brani tradizionali che composizioni originali, dalla musica orientale al flamenco vissuto nei suoi stili più immediati come rumba e tango, dalla musica ebraica klezmer allo swing manouche, il tutto colorato da ispirate sonorità balcaniche e zingare.

Il trio Luca Cacciatore, Paolo Bedini e Lucio Forghieri si è unito a Modena nel 2003. Inizialmente la ricerca del gruppo muove i suoi passi dalla musica araba, in particolare lo stile arabo-andaluz, dal flamenco, vissuto nei suoi stili più semplici e fruibili come i tangos e le rumbe, dalla musica ebraica, in particolare il klezmer e dallo swing manouche del primo Django Reinhardt, proponendo sia una rilettura di brani tradizionali di questi stili che composizioni originali ad essi ispirati. Nel 2007 il gruppo è stato impreziosito dall’inserimento stabile del violinista bosniaco Mario Sehtl, un ottimo strumentista la cui versatilità e approfondita conoscenza della propria tradizione musicale di origine ha dato un notevole contributo alla ricerca del gruppo sulla musica balcanica e zingara. Quest’ultima infatti è la direzione musicale intrapresa dal quintetto fino ad oggi, sostenuta e rafforzata dalle numerose trasferte nei Balcani, le quali sono state vere e proprie occasioni di confronto con i musicisti locali, di reperimento di materiali e fonte di ispirazione. Nel 2011 completa il cerchio il batterista Igino Caselgrandi, garantendo quella “marcia ritmica in più” tipica delle orchestre balcaniche. Nel 2014, dopo numerose collaborazioni diventa parte stabile del gruppo il bassista napoletano Gianluca Lione grande appassionato e virtuoso del suo strumento, il basso elettrico.