Le Meraviglie di Crozza a Verona

Dopo qualche anno, passato per lo più "rinchiuso" in televisione, è tornato a Verona Maurizio Crozza, nel suo (quasi) one man show "Le Meraviglie di Crozza" una carrellata di best of dei suoi interventi televisivi.

Dopo un breve cappello introduttivo dove Crozza non manca di porgere i personalissimi saluti - a suo modo - al Sindaco veronese Flavio Tosi, lo spettacolo inizia con un tema che giustamente pare stare molto cuore al comico, si parla di TTIP  (il rattato in discussione fra Europa e Stati Uniti per costruire un unico grande libero mercato ). Lo sketch, andato in onda durante l'ultima puntata dello show televisivo su La7, è un'analisi lucida seppure impacchettata con il consueto stile della commedia crozziana.

 

«Siamo stati parecchio fortunati a nascere in Italia: Il nostro Paese rappresenta lo 0,2% delle terre emerse ma in questo lembo di terra abbiamo 7300 specie vegetali commestibili, record europeo, l’Inghilterra che è la seconda ne ha 2100. Abbiamo 58 000 specie animali, record europeo: la Francia che è grande il doppio di noi ne ha 20 000. Abbiamo 1200 vitigni autoctoni, record mondiale: i francesi che sono secondi ne hanno 220. E ancora mille tipi diversi di mele: in tutta Europa ce ne sono 1200. Le coltivazioni di grano duro in Italia sono 140. Negli Stati Uniti che sono i primi coltivatori di grano al mondo ce ne sono 6! Hanno 12 000 di tipi di mitra ma una sola varietà di grano… Il nostro patrimonio agroalimentare è una delle cose che il mondo ci invidia. Dio ce l’ha dato e nessuno ce lo toglie… nessuno… quasi nessuno: i rischi del Ttip la perdita del patrimonio agroalimentare italiano»

Tante le imitazioni, le caricature fin troppo reali delle mascherine che tendono le reti (o almeno ci provano) di questo paese, spicca il premier Renzi, l'imitazione grottesca che ne fa Crozza è - affiancata ai video veri dell'ormai celebre live on facebook di "Matteo Risponde" - tremendamente realistica. Il duetto Renzi -Verdini fa scappare un sorriso amaro su una realtà ormai così plateale che ci si chiede quale sia oggi il senso di celarla. E poi Mattarella, il Presidente senza carattare, senza spina dorsale e senza contenuto che Crozza chiude in un sarcofago (che se succedesse non ce ne accorgeremo nemmeno) e poi Montezemolo, Della Valle, un accenno di Fromigoni (che non guasta mai), il divertentissimo cuoco vegano, fino ad arrivare al richiesto dal pubblico Razzi, una delle migliori imitazioni di Crozza, una delle peggiori e maggiormente becere caricaturine del nostro Paese.

E' questo che fa, in maniera eccelsa. Maurizio Crozza, raccontare attraverso i suoi personaggi, le sue maschere da palcoscenico, un Paese, che pare aver toccato il fondo anni fa e da troppo brancola nel buio da se stesso creato.