Le Luci della Centrale Elettrica - Auditorium Malkovich, Venerdì 18 Aprile 2014

A cura di Gionata

E’ passato anche da Verona il nuovo tour di Vasco Brondi, con il quale ci ha presentato il suo ultimo album “Costellazioni” , un viaggio tra l’Emilia le stelle e qualche spiraglio di ottimismo che sta nascendo….

Inutile dirlo, l’attesa per il concerto di Vasco Brondi all’ Auditorium Malkovich di Caselle di Sommacampagna era grande e l’occasione troppo ghiotta per non essere colta. Nel grande salone rettangolare del Malkovich eravamo in tanti, non da riempirlo completamente ma comunque tanti e estremamente variegati…all’inizio c’èrano solo ragazzini hipster con tanta tristezza personale a tracolla, poi sono arrivati anche un pò di ragazzini modaioli più da Verona style. Alla fine con esperienza sono arrivati anche i pluritrentenni se non andanti per gli anta alcuni,vedi il sottoscritto, tutti per cantare “che cosa racconteremo di questi cazzo di anni zero”,ognuno dal suo punto di vista.

Vasco sale sul palco alle 22.10 in total denim black, accompagnato dalla sua chitarra acustica e da quella che lui definisce la sua orchestrina: Ettore Bianconi (elettronica e moog), Sebastiano De Gennaro(percussioni), Andrea Faccioli (chitarre elettriche e chitarre acustiche) e Daniela Savoldi(violoncello). Attacca subito con  La terra l’Emilia, la luna e da lì in poi sarà tutto un simmetrico bilanciamento oculato delle canzoni del nuovo disco (nettamente più festose e giocose rispetto alle precedenti) e quelle dei primi due album, le malinconiche glorie che rispecchiano però maggiormente la cifra stilistica di Vasco.

Nel live lo abbiamo sentito  anche  “cantare” nel senso che con Costellazioni il nostro cerca di uscire dal formato canzone parlata per modulare maggiormente la voce e far uscire le linee melodiche. La scelta della formazione è azzeccatissima e il violoncello di Daniela Savoldi è davvero un valore aggiunto.

Lo abbiamo visto anche ballare e scatenarsi sul palco in maniera davvero goffa, come se volesse scimmiottare uno sbronzissimo Mick Jagger.Ma era perfetto,perché non lo avremo voluto vedere dimenarsi sul palco che così. Peccato solo per la natura un po’ freddina del nostro pubblico che non ha di certo regalato troppo calore ai ragazzi sul palco.

Dopo quasi due ore il concerto volge al termine e Vasco ci lascia “siate felici da fare schifo…” Forse il ragazzo è davvero cambiato, ma in molti sperano di no.