Le Donne Veronesi We Expo raccolgono la sfida dell’Esposizione Mondiale

In programma per il 1° maggio una giornata dedicata ai temi fondamentali di Expo 2015. Una visione femminile per rilanciare il tema della nutrizione a partire da consumi sostenibili e responsabili, dall’autoproduzione e da un’agricoltura a misura familiare. Tra gli ospiti l’economista Loretta Napoleoni. Ad anticipare l’evento, il reading Il cibo si dice in molti modi organizzato dai Liberi Lettori.

Il 22 aprile è stato presentato ufficialmente nella sede di Mag Verona, in via Cristofoli 31/A, il programma dell’evento Donne veronesi We Expo, che si terrà il prossimo 1° maggio in Sala congressi del Banco Popolare (via San Cosimo 10) e che fa parte del cartellone di eventi promossi da UniVeronaXExpo. La giornata è nata dall’impegno di alcune auto-imprenditrici, cooperatrici, economiste, contadine, giornaliste, artiste, insegnanti, dipendenti pubbliche, ricercatrici e docenti universitarie, per rispondere alla domanda fondamentale di Expo 2015: “È possibile assicurare a tutta l’umanità un’alimentazione buona, sana, sufficiente e sostenibile?”.

In concomitanza con l’inaugurazione dell’esposizione universale, la giornata di riflessione e scambi di conoscenze, aperta a tutti e tutte dalle ore 10, mira a dare voce a un’economia di giustizia. “La finanziarizzazione dell’economia ha arricchito pochi e impoverito miliardi di persone – ha affermato Loredana Aldegheri, direttrice di Mag Verona, l’ente coordinatore dell’evento -. Expo è spesso presentato come luogo di affari, ma ciò, pur avendo un valore generalmente positivo, non risponde completamente alle questioni economiche legate al cibo. E’ urgente che si faccia spazio a un’economia non scissa dal benessere fisico e spirituale, per le persone e le comunità. Come donne, sappiamo che nell’accudimento c’è il futuro: la nostra visione d’insieme dovrebbe circolare tra gli economisti e gli imprenditori”.

Le ha fatto quindi eco Germana Sammarone, rappresentante delle contadine che il 1° maggio racconteranno le loro esperienze di agricoltura familiare. “Il mondo contadino, specie quello che pratica l’agricoltura biologica, è convinto che sia possibile sfamare tutto il pianeta: il cibo c’è in abbondanza, manca però l’accesso alla terra, all’acqua, alle risorse naturali. Nel mondo il 70% del cibo è prodotto dall’agricoltura familiare: i piccoli produttori sono quindi la spina dorsale dell’alimentazione, i custodi del sapere, delle tradizioni e della biodiversità. Cerchiamo di difendere la sovranità alimentare, poiché ad ogni popolo spetta decidere cosa coltivare, conservare i semi, dare il giusto prezzo agli alimenti e decidere come commercializzarli”.

L’università di Verona ha aderito alla giornata proponendo un’ampia riflessione su diversi aspetti legati alla salute, anche psicologica, legati all’alimentazione e ai modelli di consumo. Sono infatti previsti gli interventi di Mirella Ruggeri, del dipartimento di Sanità pubblica e medicina di comunità, sulle implicazioni affettive legate al cibo, di Maddalena Trombetta, del dipartimento di Medicina, che parlerà della diabesità, un neologismo che descrive la diffusione del diabete non solo nelle popolazioni ricche, ma anche in paesi del Sud del mondo, e di Debora Viviani, del dipartimento Tempo spazio immagine società, che esporrà il risultato di uno studio sugli stili di consumo nelle famiglie e le relative dinamiche alimentari.

Anche l’arte darà il suo contributo narrativo e di riflessione, grazie al lavoro di Maria Teresa Padovani, Monica Piona, Carol Schultheiss e Rosabianca Cinquetti, i cui lavori saranno esposti durante tutta la giornata per testimoniare quanto l’arte, con i suoi differenti linguaggi, sia nutrimento interiore e fonte di scambio tra chi la produce e chi la fruisce.

Prevista anche la proiezione del film Economia della felicità di Helena Norbert Hodge, alle ore 17, cui seguirà alle ore 18 la tavola rotonda sui temi della giornata e che avrà come ospiti Emanuela Gamberoni, geografa dell’università di Verona, Jessica Cugini, giornalista di Combonifem, e

l’economista di fama internazionale Loretta Napoleoni. “Abbiamo chiesto il contributo di Napoleoni non solo per denunciare, ma soprattutto per costruire – ha concluso Aldegheri - per capire se insieme possiamo farcela. Non vogliamo essere solo testimoni di buoni messaggi, ma riuscire a incidere sul mondo per intraprendere un’altra via”.

L’iniziativa sarà preceduta il 27 aprile alle 20.45 da un reading di poesia e prosa, sempre in Sala congressi del Banco popolare, intitolato Il cibo si dice in molti modi, organizzato dai Liberi Lettori. Un modo per parlare di cibo in senso positivo, come piacere e socialità, ma anche come causa di morte per carenza o sovrabbondanza, spreco, sofisticazione alimentare.

Sono media partner dell'evento Radio Popolare Verona e Verona In.