Lavoro e diritti precari laboratorio di cittadinanza con Ilaria Possenti

Giovedì 23 aprile dalle 16.30 alle 19.00, ci sarà la terza tappa, tappa centrale (in tutti i sensi)  del Laboratorio permanente sui diritti Regimi di legalità e pratiche di cittadinanza dedicata al lavoro e ai diritti precari. Per l'occasione l'incontro si terrà in Università (Aula C del Silos di Ponente), sempre a due passi dal Centro Servizi Volontariato, in via Cantarane 24. 

Ma i "diritti precari" sono ancora diritti? Precarietà tra lavoro servile, lavoro povero e lavoro flessibile. E' possibile "camminare diritti" in regime di precarietà? E' possibile riconnettere lavoro e cittadinanza al tempo della flessibilità. Precarietà e mafie, precarietà e finanza, precarietà e povertà.

Dopo il tema dei diritti "ristretti" (carcere) e dei diritti "privati" (povertà), ecco che in questo terza tappa del Laboratorio permanente sui diritti si parlerà di "diritti precari"(lavoro): dalla flessibilità del lavoro alla precarietà dei diritti.

Come sempre verrà analizzato lo "stato dei diritti" entro questo specifico "regime di legalità" nel tentativo di individuare delle possibili pratiche di cittadinanza adeguate a ripristinare adeguati margini di dignità per tutti. Anche rispetto al lavoro, saranno scandagliate le molte gradazioni che ci sono tra rispetto e violazione dei diritti, nominando proprio le più sofisticate e pervasive pratiche di svuotamento dei diritti che oggi attraversano il mondo del lavoro e del non-lavoro. Lo si farà parlando di "flessibilità" e delle tante parole che costellano il nuovo vocabolario del lavoro, un vocabolario che poco alla volta è finalmente riuscito a rimuovere la voce "diritti", dopo averla comunque già da tempo svuotata di senso, sotto gli imperativi della competitività ("merito") e della compatibilità ("costi"). Si ricostruiranno criticamente i significati di queste che, purtroppo, non sono solo parole ma veri e propri dispositivi sia di disciplinamento che di indottrinamento, con l’aiuto di Ilaria Possenti, autrice del bel libro Flessibilità. Retoriche e politiche di una condizione contemporanea (Ombre Corte, Verona, 2012). Sullo sfondo la solita domanda circa l'attualità e l'urgenza di pensare e praticare percorsi di riappropriazione dello strumento giuridico (diritto) a fini di emancipazione sociale (diritti). E questo a partire dai luoghi e attori del lavoro sociale (volontari, operatori sociali...) e del lavoro intellettuale (docenti, universitari...).

Come sempre l'incontro avrà forma laboratoriale e si strutturerà sulla base delle domande, degli stimoli e delle riflessioni dei presenti. La discussione con la relatrice, pertanto, confluirà in una tavola rotonda allargata, con testimonianze e riflessioni dal mondo del lavoro, del non lavoro e del "semi-lavoro".
Tra le proposte si parlerà dell'uso dell'inchiesta sul lavoro come strumento di possibile soggettivazione (e riconoscimento) dei lavoratori.
Infine, sarà condivisa la seconda bozza del Manifesto dei diritti, interpellata alla luce della questione lavoro.

Dalla prefazione del libro:
«Questo "dispositivo" non coltiva ma espropria la capacità di cambiare se stessi e il mondo, colonizzando la vita delle persone e intralciando i percorsi di soggettivazione critica. La flessibilità, potremmo anche dire, ci rende sempre meno cittadini. Il lavoro di Ilaria Possenti indaga sia le premesse teoriche (da James, Dewey e Bourdieu, ad Arendt, Marx e Ricoeur, a Simmel, Bateson e Bauman), sia le implicazioni pratiche del dispositivo di flessibilità (da Sennett e Gallino, ai documenti europei sull'"occupabilità", la "flexicurity" e il "lifelong learning"), mettendo in questione anche grandi narrazioni come la "modernità liquida" e la "fine del soggetto». Il problema che viene infine formulato è assolutamente politico: la critica della flessibilità interroga le condizioni di una democrazia effettiva, o del non lasciarsi docilmente governare.

Per contatti:
- Giovanni Ceriani 338 5806309 giovanni.ceriani@yahoo.it
- Arci Spazio Solidale 045 8033589