L'arte di Léo Ferré e Pippo Delbuono vincono il XX San Giò Verona Video Festival

E dopo tanti film le giurie del San Giò Verona Video Festival hanno espresso i loro giudizi. Per la Giuria del classico Verona Video Festival dedicato ai corti guidata dalla sceneggiatrice e documentarista tedesco- argentina Cuini Amelio Ortiz il miglior film è stato: "Avec le temps" dello spagnolo Iván Díaz Barriuso con la seguente motivazione: " Per aver saputo coniugare con grande senso cinematografico una canzone di forte impatto emozionale con immagini che restituiscono pienamente il sentimento malinconico del tempo che passa". Lo stesso film ha guadagnato il Premio Logan per l'eleganza delle immagini. La Giuria composta da Sirakan Abroyan, Ida Travi, Asal Emami, Andrea Crozzoli, Nino Battaglia, Paolo Micalizzi, Marco Ongaro, ha poi premiato per la miglior regia Clément Tréhin-Lalanne per il suo "Aïssa" con la seguente motivazione: "Partendo da un semplice controllo burocratico di routine, mette a fuoco con precisione ed essenzialità la violenza quotidiana che colpisce le fasce più deboli e meno garantite della società europea". Migliore fotografia a Damian Horan per il film "In passing", del canadese Alan Miller per aver saputo usare la fotografia in termini narrativi, sottolineando con leggerezza il dramma di un momento estremo: non è mai troppo tardi per innamorarsi. Premio per la miglior sceneggiatura a Wouter Bongaerts per il suo "Mia", "la sceneggiatura scolpisce il senso di smarrimento nella frenesia di una grande metropoli senz'anima, e la capacità di ritrovarsi". Il premio per l'interpretazione è andato a Andrea Simonetti attore nel suo "Alle corde" per la sfida vincente di una recita misurata e efficace attorno a un dramma devastante sotto il profilo umano e sociale. La miglior musica a Shoefiti per "Zima" di Cristina Picchi, "perché la musica entra nel film come elemento che riesce a legare narrativamente il sottile confine tra la vita e la morte in quei luoghi russi estremi". Premio "Gosfilmfond" a "Ab Ovo" di Anita Kwiatkowska-Naqvi "opera che segna un passaggio fondante del'arte dell'immagine". Lo stesso premio nella sezione lunghi è andato a ""Yo Decido, El Tren De La Libertad" del Colectivo de mujeres contra la reforma de la ley del aborto. Il Premio Dino Coltro al video che meglio esprime i valori della tradizione a "Very Good Dirt"  della canadese Catharine Parche che attraverso un uso sapiente della fotografia sa proporre una valorizzazione del territorio e delle tradizioni aperte al cambiamento. Il Premio Solidarietà FEVOSS a "Darovete Na Vlahvite"  (The gift of the Magi)   del bulgaro  Ivan Abadiev . Il premio come miglior lungo è andato a "Sangue" di Pippo Delbono "per la forza con cui il regista, grande uomo di teatro, con mezzi squisitamente cinematografici declinati nelle forme di una regia fortemente innovativa coniuga il dolore intimo e personale della perdita della madre con i tempi nei quali vive, simboleggiati nel film dalle rovine struggenti della città de L’Aquila". La miglior regia dei lunghi é andata alla giovane cinese Han Shuai per "The Time To Live And The Time To Die" "per la grande capacità di intersecare una storia individuale con quella generale della Cina, realizzando con sobrietà  e passione una asciuttezza carica di immagini ed emozioni". La stessa Giuria guidata da Hector Navarrete ha assegnato il premio come miglior interprete a Dina Tukubayeva per il film "Nagima" di Zhanna Issabayeva, "per la capacità di esprimere con un’apparente freddezza una sofferenza lacerante e profonda che si esplica in una scelta individuale e catartica, e offre uno sguardo particolare al femminile sulla possibilità di sopravvivenza" .

Ugo Brusaporco