La sinistra che non c'è

Secondo quanto riferisce il Corriere di Verona, Michele Bertucco starebbe per diventare capogruppo di Piazza Pulita, raggruppamento di comitati cittadini che si presentò alle scorse elezioni del 2012. Si chiuderebbe in tale modo il difficile rapporto tra l'ex capogruppo del Pd in consiglio comunale ed il partito medesimo.

Era ovvio che dopo le lacerazioni degli ultimi mesi il rapporto tra il Pd e Bertucco difficilmente sarebbe potuto essere sanato. Questo progetto favorirebbe una maggior agibilità e possibilità di intervento di Michele Bertucco in consiglio comunale e sulla scena politica locale.

La sinistra veronese, Rifondazione e Sinistra Italiana, ha presentato il proprio progetto e programma per le elezioni comunali del prossimo anno. Non voglio entrare nel merito del programma, ci sarà tempo per farlo. Mi soffermo solo sul fatto che questa ipotesi si presenta come alternativa ed altra non solo alle destre ma anche al PD veronese.

I Cinque Stelle hanno affermato già da tempo che presenteranno candidato sindaco e programma entro la fine dell'anno. Staremo a vedere.

Il Pd vuole governare ma da solo non ha i numeri. L'ipotesi sulla quale si sta muovendo richiama l'operazione che nel 2002 portò Paolo Zanotto al governo della città, grazie all'accordo con l'ex sindaco Michela Sironi. Sul tavolo però non c'è più la Sironi ma l'ingombrante, irricevibile e dannoso Flavio Tosi.

La sinistra dice di non volere alcun accordo o apparentamento con chi, magari al ballottaggio, pensa ad alleanze con la formazione del Fare!

I movimenti tellurici, vedi l'uscita di Casali, che stanno avvenendo all'interno della formazione politica di Flavio Tosi sembrano indebolire il sindaco uscente che però punta tutto sul terzo mandato, l'unico in grado di sparigliare ulteriormente le carte. E non è detto che non ci riesca. Il governo Gentiloni, anziché indebolire questa ipotesi , pare averla rafforzata.

Grande incertezza dunque.

Sulla carta esistono quattro realtà in grado di spartirsi, quasi alla pari, tutta la torta lasciando alle formazioni minori solo le briciole. Per poter contare qualcosa bisognerà arrivare al ballottaggio. Il non arrivarci relegherebbe gli sconfitti ad una marginalità politica disastrosa per la loro stessa esistenza futura.

In questo panorama abbiamo la certezza assoluta, nonostante la frantumazione delle destre, di avviarci ai soliti inconcludenti anni di testimonianza.

Non penso che per vincere od ottenere un buon risultato elettorale basti una luminosa idea oppure un programma bellissimo. Quello che manca, a mio modo di vedere, è il lavoro nelle periferie, la presenza nelle piazze, la visibilità cittadina che si conquista con le iniziative e non solo con i comunicati stampa.

A me pare che il "Progetto Massignan" possa essere l'unico in grado di risolvere molti problemi, contribuendo ad allentare rigidità e togliere steccati che sono stati eretti in questi anni e mesi.

In alternativa, ed in attesa di un Bernie Sanders de noantri, potremmo pensare di passare un turno e di cominciare a costruire qualcosa davvero di sinistra.

Agostino Mondin