La rompighiaccio della Shell dribla Greenpeace e salpa verso l'Artico

È ripartita da Portland la nave rompighiaccio della Shell, che è rimasta bloccata per due giorni da 26 attivisti di Greenpeace, che con una spettacolare protesta intendevano ostacolare le perforazioni al largo dell’Alaska.
La Shell infatti ha ottenuto il via libera da parte del governo degli Stati Uniti alle trivellazioni nelle acque dell’oceano Artico. Il gruppo petrolifero anglo-olandese potrà cercare greggio e gas naturale nel Mar Chukchi, al largo dell’Alaska. Questa estate, con la creazione dei primi due pozzi su un totale di sei.

Il 30 luglio 26 climber di Greenpeace Usa hanno bloccato la nave romighiaccio Msv Fennica, mentre tentava di salpare da Portland, in Oregon, verso l'Artico. Gli attivisti si sono calati con delle funi da un ponte sotto cui doveva passare la nave, impedendole di raggiungere la flotta di trivellazione artica della compagnia petrolifera. Hanno mostrato striscioni con messaggi come ShellNo, Save the Artctic e Presidente Obama è l'ultima occasione per dire ShellNo.

Non si sa se gli ambientalisti, multati dalla giustizia statunitense, progettino altre azioni.

Quello che possiamo fare noi è unirsi al movimento e cercare di fermare Shell prima che distrugga l'Artico.

Quello che la compagnia petrolifera vorrebbe fare nell'Artico minaccia non solo gli orsi polari, ma il mondo intero: approfittare dello scioglimento dei ghiacci per cercare nuovi giacimenti di idrocarburi serve solo ad aggravare i rischi dei cambiamenti climatici.

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