La questione Ucraina. Noi da che parte stiamo?

Credo sia stato giusto comunicare notizia su un appuntamento incontro convocato dai membri della comunità ucraina, la radio fa bene a farsi carico di questo tipo di cose. Mi sembra però che gli argomenti assunti, la descrizione e valutazione dei fatti siano da definire, e altre cose vadano dette sulle prospettive, partendo dai diritti dei popoli, l'aspirazione alla democrazia, alla pace alla rappresentanza.

E' sacrosanto il diritto all'autodeterminazione, si deve coniugare con il rispetto e la tutela delle minoranze nazionali con l'attuazione, dove questo sia praticabile, di percorsi democratici. La vicenda Ucraina pone pesanti problemi sul rispetto da entrambe le parti dei più elementari diritti e tutele. Una serie di manifestazioni popolari per la richiesta di "associazione all’UE" pesantemente represse dalla polizia sono progressivamente sfociate in scontri  armati che hanno visto in tempi successivi l'entrata in campo di milizie naziste armate, l'occupazione di ministeri, l'uccisione di poliziotti, militari, cittadini di etnia russa. Abbiamo visto la presenza sulle barricate di figure armate organizzate militarmente. La presenza di organizzazioni naziste prima nella rivolta e poi addirittura accreditate al governo è documentata e certificata dal congresso mondiale ebraico si tratta di Pravi Sector e Svoboda.  Lo stesso accordo di mediazione sancito da Ue, USA e Russia il 20 Febbraio, che prevedeva l'uscita di scena del Premier Yanukovich (comunque indifendibile) e nuove elezioni, è saltato perché si è scelta la via del colpo di stato armato e sostenuto palesemente da settori economici filo occidentali e da parte dell'apparato militare; "o forse qualcuno pensa che sia stata la pacifica iniziativa dei manifestanti, a destituire un presidente comunque regolarmente eletto e a cambiare la maggioranza del parlamento di uno stato con più di 40 milioni di abitanti?" Si parla ora di occupazione russa della Crimea, cattiva informazione perché l'esercito russo è da decenni presente in Crimea nella più grande base militare russa con decine navi militari e decine di migliaia di militari " la flotta del mar nero". Del resto questa occupazione il risultato di accordi e alleanze militari che vincolano l'Ucraina alla Russia, qualcosa di paragonabile all'accordo NATO fra USA e Italia che vede le basi di Vicenza, Livorno e molte altre ancora e firmatari di accordi di subordinazione politica e territoriale e forse anche "occupati".

La prospettiva, il progetto degli USA, diretti ispiratori è evidente; continua l'operazione di accerchiamento dell'area d’influenza russa, l'erosione dei confini, lo sgretolamento delle alleanze. Cosi dopo la Libia, la Siria e dopo la Georgia, l'Ucraina.

Democrazia, autodeterminazione, diritto alla scelta di alleanze non c'entrano niente. Come in Siria per gli USA non ci sono difficoltà e problemi etici a finanziare e appoggiare Al Queida e la prospettiva del califfato islamico tramite le monarchie del golfo, cosi per l'Ucraina la questione è quella del controllo delle zone d’influenza e la gestione dei gasdotti. Ancora una volta senza anima la CE, getta il sasso e nasconde la mano incapace di proposte di salvataggio della disastrata economia Ucraina, vedi l'esperienza greca. 

Noi con chi stiamo? Siamo contro il nazionalismo russo e ucraino e contro la guerra, non siamo né con Putin e Yanukovich né con Obama e i Leader della UE. Non possiamo stare né con la destra neonazista che controlla Majadan né con le forze filorusse. Siamo con i milioni di abitanti del'Ucraina che da anni pagano la crisi e la "cura" del fondo monetario con la fame e la migrazione. Siamo per la sinistra di alternativa, europeista ma contraria alla politica neoliberista, e mercatista di questa Europa.

Mauro Tosi
Presidente
Cooperativa Radio Popolare