La nuova rivelazione Cecile Mclorin Salvant al Teatro Ristori per l’unica data italiana

Il 3 febbraio 2014 alle 21 al Teatro Ristori di Verona unica data italiana della rivelazione  Cécile McLorin Salvant,  assieme al trio composto da  Aaron Diehl piano,  Paul Sikivie contrabbasso, Rodney Green batteria.
Il suo album Womanchild è tra le cinque nominations  per l’Oscar della Musica, il Grammy Award 2014, nella categoria  Best Jazz Vocal Album. I Grammy verranno assegnati il 26 gennaio prossimo a Los Angeles.

“Voglio arrivare quanto più mi sia possibile al cuore di una canzone. Quando trovo qualcosa di bello e commovente cerco di andarci vicino e di condividerlo con il pubblico” (Cécile McLorin Salvant)

 Womanchild  ha ricevuto inoltre i seguenti premi: Best Vocal Album of the Year  dall’ Académie du Jazz ; il francese Coup de Coeur Révélation Prix; i premi della rivista New York City Jazz Record :  « Best of 2013 » incluso Musician of the Year, Albums of the Year, Concert of the Year, Best New Release, e Best Vocal Release.

“Se qualcuno possa essere considerato l’erede delle Big Three - Billie Holiday, Sarah Vaughan, Ella Fitzgerald - è questa virtuosa di 23 anni” (S. Holden, New York Times, 3.2.2013).

« tra le più promettenti cantanti jazz della sua generazione" The Wall Street Journal

Ben  Ratliff, (New York Times, 13.12.2013) ha scelto Womanchild come n. 1 degli album del 2013 : «Una giovane cantante jazz di talento profondo, che  ci fa capire  nei suoi termini — con grande chiarezza e nessuna pedanteria — che  cantare gli standard  non significa   trasmettere  un’estetica superata, e che  il jazz è necessariamente  parte di una più ampia e grande storia della musica americana, e che la musica americana è necessariamente parte di una più ampia e grande storia dell’arte moderna ».

Così lo recensisce la rivista francese Jazz Hot: “Una straordinaria rivelazione del jazz vocale contemporaneo [...] La sua maturità artistica (miracolosa per la sua età) si combina con le sue intuizioni culturali e con il giovane impulso di una cantante che ha da poco passato i venti. Cécile già possiede qualcosa di eccezionale: una compiuta personalità artstica” (Y. Sportis ).

Tra i recenti concerti, ricordiamo Umbria Jazz Winter, il Lincoln  Center a New York con Wynton Marsalis e la Jazz at Lincoln Center Orchestra, il Kennedy Center di Washington, il Ronnie Scott’s a Londra, il Blue Note di Tokyo -  e numerosissimi altri fra Stati Uniti, Francia, Giappone, Svizzera, Canada.

Dopo i concerti a Umbria Jazz Winter, così scrive Stefano Crippa (Il Manifesto del 30.12.13) » lo standard – così come lo affronta la giovanissima Cecile McLorin Salvant (la grande sorpresa del Festival) – è invece un tributo a canzoni immortali distillandone con raziocinio (e cuore) le melodie più recondite. E per farlo la voce arabescata della ventiquattrenne sceglie la strada più ostica ma affascinante. Un quartetto sincronizzato con Aaron Diehl al piano, Paul Sikivie al contrabbasso e Rodney Green alla batteria, rallenta le esecuzioni e ne suggella le note. Per interpre­tare con intelligenza bisogna avere una padronanza dello strumento e una conoscenza smisurata dei classici. Cécile li possiede entrambi. Flirta con Cole Porter che è una meraviglia e lo dimostra in un’impagabile versione di So in love, rarefatta e misteriosa, e in una giocosa I Get a Kick Out of You. Accarezza le canzoni con un filo di voce – costringendo il pubblico a un religioso silenzio – si concede gustose citazioni: le basse e burrose note omaggio a Miss Sassy alias Sarah Vaughan per poi piegare l’ugola a farsi chioccia per celebrare Billie Holiday, in una ripresa da applausi di He’s Funny that Way».

Cécile si è rivelata nel 2010 a Washington dove i giurati del Thelonious Monk Jazz Competition (nomi come Patti Austin, Dee Dee Bridgewater, Kurt Elling, Al Jarreau, Dianne Reeves), fra i massimi concorsi, le hanno assegnato il Primo Premio.
In Italia si è ascoltata solo la scorsa estate a Umbria Jazz, guest artist con Wynton Marsalis; è ritornata pochi giorni fa per Umbria Jazz Winter. Ed eccola  al Ristori, unica data italiana, nell’ambito di una tournée europea.
Nata a Miami da un dottore haitiano e da una docente francese della Guadalupa, Cécile McLorin Salvant ha iniziato con la formazione musicale classica, proseguendo in Francia, dove accresce l’interesse per il jazz e il blues.

Al piano Aaron Diehl, che suona il 19 gennaio al Teatro Manzoni di Milano. Pluripremiato, il ventottenne Diehl si è diplomato alla Juilliard School ed è stato allievo di Kenny Barron, Eric Reed e di  Oxana Yablonskaya. Già vanta collaborazioni con Wynton Marsalis, Jazz at Lincoln Center Orchestra, Boston Symphony Orchestra, Benny Golson, Hank Jones, Wycliffe Gordon, Victor Goines, Wessell Anderson, Loren Schoenberg. E' una fra le più spiccate personalità ad apparire di recente sulla scena  jazz americana: tocco straordinario, squisita eleganza nell’improvvisare, ricchezza ritmica, facondia melodica e complessità armonica, questo giovane   pianista  ha in John Lewis uno dei suoi riferimenti.