L’onda Pride travolge Verona

In uno dei tanti collegamenti telefonici dal Verona Pride sentire i nomi in attesa di intervenire con la specifica “coppia eterosessuale” ci ha fatto sorridere e allo stesso riflettere. Su quello che ieri è stato il significato profondo della grande parata per i diritti delle persone Lgbt (acronimo di Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transgender): una festa pacifica, solidale, colorata, fatta di persone che per lo stesso amore – etero o omosessuale –, sono scese in piazza per chiedere alla politica e alle istituzioni gli stessi diritti. Un corteo che ha visto la partecipazione di 10mila persone secondo gli organizzatori ARCI Verona, Arcigay Pianeta Urano Verona, Arcilesbica Verona, Io Sono Minoranza, Lieviti Verona, Milk Verona LGBT Comunity Center, Romeo in Love, Tralaltro, (5mila persone per i quotidiani della città), che hanno sfidato il forte caldo di sabato 6 giugno sfilando da Porta Vescovo fino a Bastioni Santo Spirito, dalle 15.45 fino a notte inoltrata. Una festa d’orgoglio colorata ma sobria, lontana dalla carnevalata tanto scongiurata dai detrattori della manifestazione che nella contromanifestazione all’ex-Arsenale sono riusciti a riunire circa cento persone. Se con il rosario riparatore, in latino, il movimento cattolico tradizionalista Christus Rex, con Forza Nuova, il comitato Pasque Veronesi, la Lega e i Giovani Padani, Famiglia e Civiltà e Lega Nord volevano dar vita al Verona Family Pride, le famiglie con tanti figli hanno invece scelto l’altro lato della città, quello dell’orgoglio arcobaleno.

Una festa di tutti, come per quella coppia etero felice di esserci, di dare la propria testimonianza di solidarietà ai microfoni e far parte della “grande famiglia umana” come l’ha definita Stuart Milk, già consigliere per i Diritti civili di Barack Obama, ospite d’onore arrivato il giorno prima in città per incontrare la cittadinanza e vivere passo dopo passo (nel vero senso della parola) l’evento che ha fatto tornare Verona davvero la città dell’amore. «Ogni volta che si sono discriminazioni, che si fanno delle differenze, queste marce sono fondamentali», ha dichiarato Milk, nipote di Harvey, primo esponente politico omosessuale e assassinato nel 1978 a San Francisco insieme a George Moscone, sindaco nel municipio della città californiana.

“Amore uguale per tutti” hanno chiesto a gran voce i partecipanti, attraverso il manifesto portato a più mani alla testa del corteo (“Oggi a Verona si fa la differenza”), e ai tanti slogan su bandiere, cartelli o t-shirt (“Lo stesso sì”, “Matrimoni? Noi siamo pronti”, “Spose in Europa, single in Italia”, “I baci non uccidono, le discriminazioni sì”, “Liberi ed eguali in dignità e diritti”, “Human rights are my pride”), e ancora alla presenza di bandiere e striscioni delle oltre 60 associazioni aderenti al grande Pride del Nord-Est. Ai microfoni di Radio Popolare Verona si sono alternate le storie diversissime di tanti partecipanti, da intere famiglie e simpatizzati  alle madri di figli omosessuali dell’associazione Agedo, o la realtà vicentina MaiMa che con tenacia incontra gli studenti delle superiori nelle assemblee d’istituto per parlare di omofobia e diritti per tutti, e ancora Gabriele e i suoi colleghi con la maglietta “Diversamente uniformi” dell’associazione Polis Aperta che fa parte di una rete europea di associazioni Lgbt di polizia, l'European Gay Police Network. Tanti i politici di diversi schieramenti presenti, tra gli altri Jacopo Berti, candidato alle regionali del Veneto con il Movimento 5 Stelle a Pippo Civati per Verona Possibile, Elena Traverso di Forza Italia ed Elisa La Paglia del Pd.

La notte si è animata ai Bastioni Santo Spirito grazie alla partecipazione della tanto attesa madrina Ivana Spagna che ha regalato al Verona Pride il suo ultimo singolo, Baby don't go, divenuto la sigla dell’evento. Tanti gli artisti accorsi a dare il proprio omaggio alla festa: Katerfrancers, Alex Palmieri, Paolo Tuci, Veronica Marchi e molti altri ancora, condotti da Fox e la Malagutti di Romeo in Love. Una vera festa di tutti e tutte, contro l’omofobia e il pregiudizio, con la speranza di poter avere anche nella città scaligera le unioni civili per le persone dello stesso sesso. Oggi la città di Romeo e Giulietta sembra pronta a riconoscere anche le coppie formate da Giulietta e Giulietta, e Romeo e Romeo, come auspicato da Anna Rita Di Martino, presidente del comitato che organizza l’iniziativa.