Kozdhima Spiro vittima di un incidente sul lavoro al Petrolchimico di Porto Marghera

Kozdhima Spiro un operaio di 53 anni, di origini albanesi, è deceduto questa mattina (21luglio) vittima di un incidente sul lavoro al Petrolchimico di Porto Marghera. L'uomo era dipendente da tempo di una ditta esterna, la Sirai srl, che lavora in appalto all'interno del Petrolchimico ed ha perso la vita perso la vita dopo essere stato colpito dal getto di una pompa idraulica a cento atmosfere. È stato inutile ogni tentativo di rianimazione.
I carabinieri della compagnia di Mestre e del Nucleo Ispettorato del Lavoro stanno indagando per ricostruire la dinamica della tragedia. Per quanto riguarda i contratti con la ditta in appalto non emerse irregolarità. Ma gli accertamenti continuano per capire come mai l'idropulitrice industriale in funzione a un certo punto abbia raggiunto col proprio getto devastante il lavoratore.

Il vice capogruppo Piero Ruzzante, ed il vice presidente del Consiglio regionale, Bruno Pigozzo si sono così pronunciati: “Esprimiamo ai familiari e ai colleghi dell’operaio morto tragicamente oggi a Porto Marghera il nostro cordoglio e la nostra solidarietà. Si tratta dell’ennesima vittima sul posto di lavoro, un fenomeno di fronte al quale non è mai troppa l’attenzione da rivolgere. In questo senso ribadiamo l’importanza essenziale del ruolo che la Regione Veneto ha e che deve rafforzare per assicurare la massima vigilanza ed una efficace prevenzione”.

Intanto i sindacati hanno proclamato un'ora di sciopero mercoledì 23 luglio per tutti i lavoratori del Petrolchimico. "Non più tardi di un paio di mesi fa le organizzazioni sindacali di categoria avevano richiamato l'attenzione del prefetto di Venezia sui continui cambi di appalto nel perimetro del petrolchimico e della raffineria di Venezia, sottolineando la pericolosità di logiche al continuo ribasso sull'aggiudicazione degli appalti, che trovano facile strada nel ridurre le tutele per quanto riguarda la sicurezza e l'ambiente dei lavoratori - dichiarano in una nota unitaria la Filctem Cgil, la Femca Cisl e la Uiltec Uil di Venezia e il coordinamento RSU del Petrolchimico - Tutto questo anche a causa della mancanza di un protocollo che obblighi le parti al vincolo della clausola sociale, costringendo le aziende subentranti a farsi carico del personale occupato presso le imprese che hanno perso l'appalto. C'è un sistema che non funziona del tutto, che non permette un efficace prevenzione e controllo nel mondo degli appalti. Più volte - continuano - abbiamo sollecitato il gruppo Eni e le principali aziende di appalti a sedersi a un tavolo e trovare nuove regole che finalmente tutelino a pieno i lavoratori attraverso azioni di prevenzione, attraverso piani formativi, attraverso il controllo della spesa nei bilanci aziendali sotto la voce sicurezza e ambiente".