Jobs Act: occupazione a Verona in caduta libera

Lunedì 16 marzo, i tre segretari generali di Cgil, Cisl e Uil  di Verona lanciarono l’ennesimo allarme occupazione nella nostra città e provincia.
In quella stessa occasione “plaudirono” all’iniziativa che si sarebbe svolta nel pomeriggio presso la sede dell’Associazione degli Industriali in Piazza Cittadella.

Alla presenza dell’assessore regionale all’Economia, e Sviluppo, Ricerca e Innovazione, Marialuisa Coppola, gli industriali veronesi si sarebbero dovuti confrontare sul tema dell’innovazione, della ricerca e dello sviluppo.
Da quello che ci risulta erano pochissimi gli imprenditori presenti, ma la sala dell’incontro risultò piena grazie ad un cospicuo numero di “figuranti” strappati dal lavoro negli uffici dell’associazione medesima.

I sindacati, al mattino, hanno sfidato agli industriali a confrontarsi sulla politica industriale della nostra città e della nostra provincia. L’hanno definita una “sfida delle idee”. Ma la sfida si lancia se dall’altra parte c’è qualcuno pronto a raccoglierla o, meglio, se dall’altra parte c’è qualcuno.

A Verona non pare sia così. Ci sarà pure un motivo se le strade della Zai sono diventate una sequenza di capannoni chiusi, di stabilimenti vuoti. Provate a vedere, andate a fare un giro, non lasciatevi illudere dalla ressa di fronte a Bauli. Lì si fermano a bere un caffè molte persone che per la maggior parte proseguono per l’ingresso dell’autostrada oppure verso il centro della città.

14 mila posti di lavoro perduti, settore delle costruzioni dimezzato, estrattivo dimezzato, termo meccanico in gravissima difficoltà. Non dimentichiamoci di Overmeccanica, Officine Ferroviarie Veronesi, Cardi e nemmeno dei 700 posti a rischio del Gruppo Tosoni. Entro pochi mesi, se non ci sarà un’inversione di tendenza, potremmo trovarci a prendere atto della perdita di altre migliaia di posti di lavoro.

Per creare o salvare i posti di lavoro non bastano i soldi, servirebbero imprenditori, con la i maiuscola, cosa che a Verona sembra non esistere più.
Rimaniamo in attesa di essere piacevolmente smentiti.