Jacqui McShee al Club Il Giardino @Live Report

Dolcezza, emozione e suggestione.

Tre parole per descrivere la performance di Jacqui McShee al Giardino di Lugagnano di Sona. Per la prima volta al club di Giamprimo Zorzan sale sul palco una delle regine del folk inglese, già cantante dei Pentangle, gloriosa band e pezzo di storia della musica britannica, con le prodigiose chitarre di John Renbourn e Bert Jansch. Jacqui si è esibisce in formazione trio con i Take Three: Spencer Cozens alle tastiere, pianista raffinato di impronta jazz, e il marito Gerry Conway alle percussioni, sessionman che ha suonato con tutti i big della folk music.

Dopo la buona performance del cantautore emiliano Giancarlo Frigieri in apertura, i tre iniziano un set ricco di suggestioni, tra brani tradizionali irlandesi e scozzesi, composizioni originali e classici dei Pentangle, tra tutti Will The Circle be Unbroken e Cruel Sister.

Jacqui si rammarica per il tremendo raffreddore che la limita soprattutto sui toni alti, ciònonostante domina il palco con grande eleganza e maestria. Dopo un breve intervallo appare rigenerata e davvero incisiva nell’interpretazione, con il suo timbro vellutato che accarezza le note e culla la platea. Il numeroso pubblico del Giardino appare rapito dalla magia generata dal trio e tributa le giuste ovazioni alle canzoni, declinate in chiave maggiormente jazz con le tastiere di Cozens, rispetto al meltin-pot di generi e stili che caratterizzava la musica dei Pentangle, capace di fondere gospel, musica barocca, swing e blues alla tradizione del folk anglosassone.

Jacqui McShee ringrazia a più riprese, dichiara di amare l’Italia, di avere votato contro la Brexit, di essere molto dispiaciuta per il terribili errori di una storia che si ripete sempre in negativo, tra chiusure e incomunicabilità tra i popoli. E’ un’artista sensibile, dotata di grande umanità, che esprime con la sua bellissima voce e che fa ancora sognare, oggi come nei folk club di Londra alla fine degli anni ’60.  

Elena Castagnoli