Italia Nostra: Giorgio Massignansi si dimette dalla carica di presidente e di consigliere

E’ con amarezza e delusione che, dopo oltre trent’anni di militanza attiva con Italia Nostra, comunico le mie  irrevocabili e definitive dimissioni da consigliere e da presidente della sezione di Verona.
Nell’ultimo anno la situazione all’interno del nostro consiglio era diventata insostenibile.

Dal momento in cui avevo proibito ogni riconoscimento economico ai consiglieri e a tutti gli esperti per le eventuali attività fatte per la sezione, da parte della consigliera Titti Braggion, si è mostrata una continua manifestazione di malessere, che si traduceva in lamentele e richieste continue di riconoscimenti economici  per il suo operato e per quello di eventuali esperti.

Preciso che, dopo le elezioni per il nuovo consiglio, avevo condizionato l’accettazione di un mio nuovo mandato quale presidente di sezione, alla sospensione di tutti i cosiddetti benefit e riconoscimenti economici ai volontari dell’associazione.

Durante l’ennesimo scontro in consiglio direttivo, avvenuto lunedì 2 febbraio, a fronte delle reiterate richieste di riconoscimenti, ho  ricordato che io dedico mediamente metà del mio tempo all’associazione, che spesso tengo, come esperto di urbanistica,  conferenze e/o incontri didattici nelle scuole e in altre sedi, a nome di Italia Nostra, senza nulla pretendere. Ho poi aggiunto che la nostra sezione ha una sede perché i costi dell’affitto, dell’energia elettrica, del riscaldamento, dell’acqua e di quant’altro, li sostengo personalmente io da molto tempo (dal 1987) e che ho ancora un credito di molte migliaia di euro da riscuotere; per cui non era il caso di pensare ai riconoscimenti economici da elargire ai nostri volontari.  Come risposta la consigliera Titti Braggion ha chiaramente e folcloristicamente espresso tutta la  sua contrarietà a quello che considera un mio ingiusto divieto, e mi ha fatto capire che altri del consiglio la pensavano come lei.  

A quel punto, dopo aver manifestato la mia profonda amarezza per le quelle continue richieste e la delusione per l’ingratitudine emersa nei miei confronti, avevo concluso la seduta presentando le mie dimissioni e condizionando la mia permanenza come presidente, alle dimissioni dal consiglio stesso della consigliera Titti Braggion, per incompatibilità e inconciliabilità delle nostre due concezioni sul ruolo del volontariato.
Dimissioni che la consigliera Braggion non ha voluto dare.

Ho sempre ritenuto che chi opera come volontario in un’associazione, lo debba fare perché crede nei valori e nei principi della stessa e non per aspettarsi anche riconoscimenti economici o d’altro tipo. Per troppi anni nella sezione di Verona di Italia Nostra non è stato così. Purtroppo l’ho saputo solo qualche anno fa e di questo me ne dolgo. Infatti, in passato, Titti Braggion era abituata a partecipare ai viaggi ed alle diverse uscite di Italia Nostra a titolo gratuito. Si giustificava sostenendo che aveva collaborato alla stesura ed organizzazione degli stessi. Appena ne sono venuto a conoscenza ho obiettato che molti altri collaboravano e partecipavano all’organizzazione, senza pretendere nulla. In quell’occasione ho anche bloccato il cattivo metodo di pagare i vari esperti che ci accompagnavano durante le uscite e i viaggi.

Evidentemente tutto questo a qualcuno non è piaciuto.

Intendo ringraziare tutte le persone che, disinteressatamente, hanno dedicato il loro tempo per la sezione, perché senza il loro fondamentale contributo un’associazione di volontariato non può vivere.

Giorgio Massignan