Intervista di Stefania a Max Dmitrieff, dalla Russia all'Italia con tante storie da raccontare

 

Max Dmitrieff
A Man Out Of Age 

 

Max Dmitrieff, ex membro dei Katherine’s Favorites, band di culto del rock russo dell’epoca precedente a Putin (colui che poi ha ostacolato l’uso della lingua inglese in musica) ha una storia da raccontare ed ha intenzione di farlo attraverso il singolo 'A Man Out Of Age', contenuto nell'EP in uscita il 15 marzo. 

Osteggiato, assieme alla band, tanto da vedersi rifiutato dai live club, sotto pressione del Cremlino che combatteva gli spettacoli in lingua inglese, Max Dmitrieff vede nell'Italia l'unica opportunità per ricostruire un’intera carriera da zero, questa volta con le sue sole forze.

Max fa le cose sul serio, chiama Jivan Gasparian, musicista suo connazionale, considerato il migliore al mondo a suonare il duduk (collabora con Brian Eno, Peter Gabriel, Brian May), che accetta per suo piacere personale. 

ll contributo alla musica di Jivan Gasparyan è riconosciuto non solo dalla critica ma anche dei numerosi premi ricevuti in ambito musicale e cinematografico come Grammy e Golden Globe Awards per la colonna sonora de “Il Gladiatore”: “L’idea di utilizzare il duduk  è nata in modo spontaneo”, afferma Dmitrieff, “Jivan ha 84 anni e non esiste un musicista al mondo che, come lui. Nonostrante l’età è ancora impegnato in tournee mondiali, vengono ancora pubblicati suoi dischi, ancora prende parte ad importanti eventi politici e registra una Colonna Sonora dietro l’altra. Quando ha sentito la demo del singolo era entusiasta di poterci lavorare per renderlo un pezzo indimenticabile”.
 
A Man Out Of Age è un singolo pop internazionale, magistralmente realizzato al PuntoRec Studios di Torino. 

Intervista di Stefania a Max Dmitrieff

Dalla Russia all'Italia: cosa hai trovato di nuovo in Italia? La tua musica e il tuo modo di comporre sono cambiati vivendo qui?

E' successo senza che me ne accorgessi, l'Italia è una terra meravigliosa sotto il sole  Un giorno mi sono svegliato in un hotel a Cavoretto – Torino, ho aperto le finestre e ho visto le Alpi di fronte a me e ho detto: «Questo è il posto in cui posso respirare liberamente, dove posso comporre le canzoni che voglio, è il luogo giusto, l'unico in cui voglio vivere».

Prima di tutto la mia vita è cambiata, e con lei anche la mia musica. Non credo sia successo perchè sono venuto in Italia, sono solo andato avanti con il mio stile di vita, con il mio stile di musica. Dicono che la mia musica diventatando più adulta, è diventata più morbida ed efficace. Sarà così, lasciamo che lo sia, mi piace questo processo. L'accento del mio nuovo EP è su questo tema: cosa succede qyuando qualcuno diventa adulto.

Parliamo del tuo nuovo singolo: come descrivi con parole tue 'A Man Out Of Age'?

E' una persona che non vuole fermarsi a quello che ha ora...anche con un'ala rotta, impara a volare e conserva un occhio al cielo. E' se stesso, non importa cosa dice la gente, non sente la sua età, anzi ne è estraneo. Non mette il suo cuore in fottute cose terrene. E' una canzone sull'amore, sulla fiducia, sulla memoria, sulla speranza e sulla comunicazione tra amici e amanti, reali o immaginari che siano. Questa canzone mi è molto cara e continua a crescere e continua a crescere e a cambiare nel tempo.

Come è stato lavorare con Jivan Gasparyan, che sinergia è nata ? Ma soprattutto pensi lavorerete ancora insieme?

L'idea di usare l'unico strumento musicale armeno, il duduk, mi è venuta come un flash. Mi sarei aspettato "lacrime" dal duduk con la cosìdetta sapienza musicale di un musicista che avrebbe potuto suonarlo. In riferimento a questo, nessuno al mondo può essere paragonato a Jivan Gasparyan. Ora ha 84 anni e sta ancora girando il mondo.

Continua a pubblicare album, prende parte ai più importanti eventi politici e registar una colonna sonora dopo l'altra. Ma quello che amo di più di lui è che Jivan non ha mai smesso di sperimentare con la sua musica. Perciò ha ascoltato il demo della canzano e ha detto : "Proviamo! Potrebbe nascere davvero una bellissima armonia!".... Bene, la musica non ha confini, limiti ed età… Sono stato felicew di suonare con Jivan, di stare sul palco insieme a lui. ma lui ha i suoi piani e io ho i miei. Se ci sarà la possibilità, chissà...

La mia ultima domanda, tornando alla Russia: si è parlato tanto del fenomeno delle Pussy Riot, cosa ne pensi? 

Non ho molto da dire su loro come musiciste. Se parliamo dell’aspetto politico, bé, molte persone pensano che l’azione “Dio, manda via Putin!” delle Pussy Riot non abbia avuto così tanta risonanza. Niente è eterno in questo mondo e Putin verrà rimpiazzato da altri politici un giorno. È normale. Molte persone vorrebbero avere un altro leader nel paese al posto di Putin. Quello che hanno fatto le Pussy Riot però in una società democratica non sarebbe un crimine ma una cosa normale. Questo processo va avanti lentamente e con difficoltà oggi in Russia, perchè le persone stanno iniziando ad imparare solo ora a dire quello che vogliono mentre i politici russi sognano di rimanere per sempre al potere. Ma questo non è possibile. Ovviamente c’è una connotazione politica nel loro gesto ma anche se vengono accusate di “teppismo”, secondo la legge russa, non dovrebbero scontare una pena.

http://www.maxdmitrieff.com/