Infiltrazioni mafiose, Verotransport nuovamente interdetta dal Prefetto di Verona

Il 27 gennaio 2017 il Prefetto di Verona, Salvatore Mulas, ha adottato una nuova informazione interdittiva antimafia nei confronti di un’azienda di trasporti gestita da un imprenditore di origine calabrese, la VEROTRANSPORT S.r.l. di Nogarole Rocca (VR).

Il 18 luglio 2016 l’impresa era già stata destinataria di analogo provvedimento, di poche settimane successivo a quelli emessi nei confronti delle imprese collegate ALBI SERVICE & NOLEGGI S.r.l. ed A.G.L. GROUP S.r.l.s..

L’ultimo provvedimento interdittivo, come i precedenti, trova fondamento negli accertamenti svolti della Prefettura nei confronti di due nuclei famigliari calabresi che da anni si sono insediati nella provincia di Verona, gestendo molteplici aziende di trasporto, a partire dalla TRANZ VEICOM S.r.l., la cui sede di Nogarole Rocca fu chiusa prima che la Prefettura potesse intervenire.

Dagli accertamenti emerse il collegamento parentale ed imprenditoriale tra l’attuale socio unico della ditta (ed ex amministratore unico) ed i fratelli FRANCO Domenico, Antonio e Giuseppe, condannati  in primo grado (tranne Domenico che non ha optato per il rito abbreviato) per il reato di associazione di tipo mafioso in qualità di partecipi della cosca ‘ndranghestista “PESCE”, a seguito dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa il 2 ottobre 2014 dal Tribunale di Reggio Calabria scaturita dall’operazione denominata PORTO FRANCO della Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria.

Tale operazione ha confermato il potere della cosca PESCE di influenzare - se non addirittura di dirigere - le scelte imprenditoriali di una rete di numerose aziende legate all’indotto logistico del porto di Gioia Tauro, alcune delle quali direttamente riconducibili ai fratelli FRANCO, i quali a loro volta gestivano da anni una serie di attività imprenditoriali nella Provincia di Verona. La costante trasmigrazione di veicoli, dipendenti e sedi tra tali attività e la VEROTRASNPORT S.r.l. ha consentito alla Prefettura di individuare chiari indici di continuità aziendale tra la società oggi interdetta e quelle precedentemente gestite dai tre fratelli FRANCO.

Successivamente all’adozione del primo provvedimento interdittivo del 18 luglio 2016, il titolare, pur mantenendo la posizione di socio unico e quindi di pieno controllo sulla società, ha ceduto la carica ad un dipendente veronese incensurato. Rimanendo tuttavia invariata l’ampia serie di elementi pregiudizievoli rilevati nelle istruttorie precedenti, il Prefetto ha confermato la valenza dell’informazione interdittiva antimafia nei confronti della società, estendendola ora anche nei confronti del nuovo amministratore.

Il VICE PREFETTO

Verona, 3 febbraio 2017