Infiltrazioni mafiose, il Prefetto di Verona interdice un'altra azienda di autotrasporti

Il Prefetto di Verona, Salvatore Mulas, adotta un'altra interdirettiva antimafia nei confronti di un'impresa che ha sede in provincia. Si tratta della VEROTRANSPORT Srl di Nogarole Rocca, azienda di autotrasporti gestita da un imprenditore 31 enne di origine calabrese, già colpito poche settimane fa da un altro provvedimento di informazione interdirettiva antimafia, emesso nei confronti della società ALBI SERVICE & NOLEGGI Srl di Sommacampagna, di cui l'imprenditore è contitolare.

Come già peri precedenti provvedimenti destinati alla ALBI SERVICE & NOLEGGI Srl e alla A.G.L.  GROUP Srl, anche in questo caso gli accertamenti della Prefettura si sono indirizzati verso due nuclei familiari calabresi che da anni si sono insediati nella provincia di Verona, gestendo molteplici aziende di trasporto, a partire dalla TRANZ VEICOM Srl, la cui sede di Nogarole Rocca fu chiusa prima che potesse intervenire il provvedimento prefettizio.

Da tali accertamenti è emerso che il titolare della ditta, rappresentante dell'ultima generazione di uno dei due nuclei familiari, è direttamente riconducibile ai fratelli FRANCO Domenico, Antonio e Giuseppe, indagati per il reato di associazione di tipo mafioso in qualità di partecipi della cosca 'ndranghetista PESCE, nell'ambito dell'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa il 2 ottobre 2014 dal Tribunale di Reggio Calabria scaturita dall'operazione PORTO FRANCO della Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria.

Le risultanze processuali, oltre a confermare il potere della cosca PESCE di influenzare, se non addirittura dirigere, le scelte imprenditoriali di una rete di numerose aziende legate all'indotto logistico del porto di Gioia Tauro, hanno evidenziato come molti componenti della famiglia FRANCO fossero un satellite della cosca PESCE.

Conferma di questa ricostruzione si è avuta con le recenti sentenze di primo grado, emesse il 23 febbraio 2016 dal Tribunale di Reggio Calabria, le quali hanno condannato FRANCO Antonio a 11 anni e 6 mesi di reclusione e FRANCO Giuseppe a 10 anni di reclusione, rimanendo invece FRANCO Domenico ancora sottoposto a custodia cautelare in carcere in attesa di primo giudizio.

Attraverso un'approfondita e articolata istruttoria svolta anche con il coinvolgimento del Tavolo di Supporto Integrato delle Forze di Polizia (composto da Questura, Comando Provinciale dei Carabinieri, Comando Provinciale della Guardia di Finanza e Direzione Investigativa Antimafia di Padova), la Prefettura ha potuto individuare chiari indici di continuità aziendale tra la società oggi interdetta e quelle precedentemente gestite dai tre fratelli FRANCO, suffragati da una costante trasmigrazione di veicoli, dipendenti e sedi tra le une e le altre.

Oltre agli elementi informativi recuperati dalle risultanze dell'operazione PORTO FRANCO è inoltre emerso un ulteriore provvedimento penale, aperto in questo caso presso la Procura di Verona, sebbene archiviato per intervenuta oblazione, ha permesso di accertare che la VEROTRANSPORT Srl, anche nella sua più recente operatività in questa provincia, mantenesse legami con fittizie cooperative di lavoro, reiterando le strategie elusive già utilizzate dalla cosca PESCE e svelate, appunto, nell'operazione PORTO FRANCO.

Con questa, sono otto le interdirettive antimafia adottate dalla Prefettura di Verona.