Inchinati, proni, prostrati

Nei giorni scorsi abbiamo avuto la notizia che l'amministratore Delegato di Telecom lascia l'azienda e riceve 30 milioni di euro come buona uscita.
Ho atteso qualche giorno prima di scrivere per vedere se vi fossero reazioni. Nulla, niente di niente. Come se tutto questo fosse normale.

Mi aspettavo cori di urlatori indignati, vesti stracciate, gogne mediatiche e invece un banale AD in poco di un anno intasca immeritatamente una buonuscita di quel livello spropositato e nessuno o quasi fiata.

Lo fa Mariapia Mazzasette, della Segreteria Cgil di Verona, che in un post su fb scrive: “L'amministratore delegato di Telecom Italia dopo poco più di un anno di lavoro se ne va e percepisce una buonuscita di circa 30 milioni di euro, in un'azienda che sta applicando contratti di solidarietà (riduzione delle ore di lavoro e conseguente proporzionale riduzione della retribuzione) per evitare esuberi di personale.
Praticamente si tagliano i salari di lavoratori/trici per pagare la liquidazione dell'amministratore.

Non ho ancora sentito commenti inviperiti da parte di quelli che "non possiamo permetterci di accogliere e mantenere i rifugiati" o di quelli "perché invece che per gli immigrati non si usano i soldi per gli italiani poveri?".

Ecco, il punto sta tutto qui.
Forti con i deboli, rassegnati e deboli con i forti in Italia come a Verona.

Agostino Mondin