Il Teatro degli Orrori – Live Report: Venerdì 18 dicembre Emporio Malkovich c/o Pika Live Club

ITDO

Piu’ di due ore toste e decisamente movimentate.  Dopo tre anni, la formazione veneta torna a Verona per sviscerarci contro l’ultimo album omonimo, oltre ovviamente ai pezzi ormai storici.

Ad aprire il concerto ci pensa Paolo Mazzacani dando vita ad uno dei suoi tanti progetti: Mèsico.Il suo set si fa apprezzare per l’intensità delle ballads che ci propone grazie alla sua voce incastonata tra gli arpeggi della sua chitarra a formare melodie essenziali e dirette.

Alle 23:15 tocca a Il Teatro Degli Orrori irrompere in scena. Salgono sul palco in sei con la formazione allargata: oltre a Pierpaolo Capovilla (voce),Gionata Mirai (chitarra), Giulio Ragno Favero (basso), Francesco Valente (batteria) troviamo Marcello Batelli alla chitarra e Kole Laca alle tastiere. La squadra si presenta in uniforme nera come al solito al suo pubblico nell’occasione davvero eterogeneo e darwinamente diviso tra più giovani e audaci nel vortice delle prime file e più maturi e esperti nelle retrovie rialzate con vista e acustica migliore del Pika Club.

Non c’è nemmeno il tempo di batter ciglio e parte a bomba il primo set dedicato all’ultimo omonimo album “IL TEATRO DEGLI ORRORI”, il quarto nella storia della band scritto e pensato proprio per essere suonato su di un palco. La scaletta parte in quinta scorrendo veloce e all’inizio segue pari passo la sequenza dell’album: Disinteressati ed indifferenti,  La paura. Segue con Cazzotti e suppliche, Benzodiazepina ed approda al primo singolo estratto: Lavorare stanca con la dovuta precisazione di Capovila: ”…non è un pezzo contro il lavoro anzi… parla dell’alienazione del lavoro concetto antico ma attuale cazzo!!!”. Il primo set continua ad ardere con Genova e Una donna disarmante per qualita’ descrittiva di una foto che nel libretto del CD prende il posto del testo. Il primo set si conclude con Slint, nella cui ampia presentazione un ormai istrionico Capovilla ci rammenta che il TSO (Trattamento sanitario obbligatorio) non è la migliore delle cose che ci possono capitare in vita anzi….

Il secondo set è il contenitore dei vecchi brani del passato de Il Teatro degli Orrori che sfilano uno dietro l’altro in un'incontenibile furia musicale. La temperatura e l’adrenalina oltrepassano ormai tutti i livelli di guardia e il piccolo palco del Pika non serve più a contenere un ormai sciamanico Capovilla che si getta di continuo sulla folla che lo fa nuotare per il locale senza una meta, se non per tornare ogni tanto sul palco, dal quale farci capire cosa vuole dire essere un gruppo fortemente politicizzato e attento alle tematiche sociali grazie all’uso anche dell’arte del monologo teatrale.

A chiudere il live è La Canzone di Tom sulla cui coda Capovilla si fa trascinare per l’ennesima volta dal pubblico, ma questa volta non desiste e riesce ad uscire dalla porta di sicurezza che conduce nella zona fumatori esterna. Per chi non abbia avuto la brillante idea di seguirlo, menziono al fatto che mentre il resto del gruppo stava ancora suonando la chiusura dell'ultimo pezzo, il Nostro intratteneva una accesissima discussione con una ragazza che, trovandoselo davanti, ha avuto l'iluminazione di esprimere la sua contrarietà a quanto detto in merito al TSO durante il live, apostrofandole come "cazzate"…della serie: mille modi per suicidarsi!

Articolo a cura di Gionata Risegato
Foto Verona - Emporio Malkovich

Per ascoltare l'intervista di Radio Popolare Verona a Pierpaolo Capovilla:
http://www.radiopopolareverona.com/old/?q=content/pierpaolo-capovilla-teatro-degli-orrori-intervistato-da-gionni-e-marta