Il M5S la vera novità della X legislatura in Veneto

Piaccia o non piaccia la vera novità della X legislatura in Veneto  è rappresentata dai risultati ottenuti dal M5S, che si è confermato, intermini di voti assoluti, il secondo partito nazionale e che per la prima volta ha messo a segno un risultato convincente in un passaggio di elezioni amministrative, nelle quali invece di solito i grillini faticano e non poco.
In Veneto sono passati  dalle 57.848 preferenze del  2010 alle 192.630 di questa tornata elettorale, in termini percentuali dal 2,6% all'attuale 10,4%. Quarto partito dopo la Lista Zaia,  Lega Nord e Partito Democratico.

Chi sono i cinque grillini che sono entrati a far parte del rinnovato, si fa per dire, Consiglio del Veneto?   “Entreremo in Consiglio con la delicatezza di una ruspa”.  Ecco come si sono presentati durante la prima conferenza stampa ufficiale della X Legislatura, che si è svolta venerdì scorso  a Palazzo Ferro Fini. La compagine pentastellata, composta da Jacopo Berti, Erika Baldin, Manuel Brusco, Marco Dalla Gassa e Simone Scarabel, ha fatto il suo ingresso sulla scena regionale lanciando messaggi in perfetta sintonia con i temi cari al movimento lanciato da Grillo e Casaleggio, ma anche mostrando già maturità politica e sguardo d’insieme. “Siamo qui per ridare dignità all’istituzione regionale”, ha detto Berti, che durante le elezioni regionali era il candidato presidente del movimento, “scrostando il palazzo da tutto ciò che ha impedito sino ad ora al Consiglio Regionale di essere trasparente per tutti i cittadini. Siamo cinque consiglieri uniti, coesi come un pugno chiuso, ma anche come una mano aperta nei confronti di tutti coloro che condivideranno la nostra proposta, che è una sola, chiara e senza ombre: basta proteste inutili, lavoriamo per offrire soluzioni reali ai problemi dei cittadini”.

Il programma dei consiglieri 5 Stelle è già definito, e Berti lo ha così descritto: “Abbiamo tre obiettivi: Taglio dei costi politica, lotta alla corruzione e reddito di cittadinanza. Sul primo stiamo allestendo una sorta di ‘pacchetto forbici’, per mostrare come si possa intervenire in Veneto tagliando in profondità sulle spese inutili. Sul secondo obiettivo vogliamo proporre la creazione di un’Agenzia veneta anti corruzione, forti dell’esperienza che a livello nazionale stiamo facendo con Raffaele Cantone. Per finire, sul tema del reddito di cittadinanza abbiamo la convinzione di poter coinvolgere gran parte della società civile, le associazioni di categorie e probabilmente anche altre forze politiche presenti in Consiglio”.

Durante la Conferenza Stampa i singoli consiglieri 5Stelle hanno espresso i loro obiettivi politici primari: Erika Baldin, consigliere di Chioggia, ha sottolineato il suo forte impegno immediato sulla trasparenza e sulla condivisione sociale delle scelte della politica; Manuel Brusco, veronese, ha anticipato la sua attenzione ai temi del territorio, attraverso un deciso “no alle grandi opere e no al project financing”, argomenti condivisi anche da Marco dalla Gassa, giovane imprenditore del settore Hi-Tech di Marostica. Uno dei pionieri dei 5Stelle in Veneto, il trevigiano Simone Scarabel, ha ricordato per finire che il movimento arriva in Consiglio regionale anche per portare una mentalità dinamica capace di sburocratizzare la politica e il palazzo, conducendoli verso una “diversa cultura del lavoro”. Le conclusioni sono state affidate a Jacopo Berti: “Entriamo in Consiglio regionale soddisfattissimi del risultato elettorale ottenuto e pronti a operare e votare per il bene della regione”. E alla domanda se i 5 Stelle siano disposti ad alleanze con altre formazioni politiche e coalizioni del Veneto, la risposta è decisa: “Siamo disposti a collaborare con chiunque voglia lavorare realmente per i cittadini e che abbracci le nostre proposte”.