Il Lupo con gli Stival

Verona è una città bella, ma triste e rassegnata. Pensate che si pèrdono 11 mila posti di lavoro (cifra in difetto) ma nella nostra città nulla turba la quiete, tutto è come prima. Oddio, se vogliamo ci sono sempre i nomadi, gli accattoni, quelli degli alberi, quelli contro il traforo e poi…e poi ci sono i lupi. Sì, avete letto bene, i lupi.

Sono ovunque, in tangenziale come nei paesi della Lessinia e sbranano qualsiasi cosa si muova. Quindi il problema “sono i lupi”. Dai racconti riportati dai media locali i lupi si sono macchiati di un’ infinità di orrendi delitti, uccidendo mucche e manzette, asini e perfino un cane labrador. Meno male che ci sono i lupi, finalmente un nemico da combattere dopo gli albanesi e i rumeni. Qualche “anno legaiolo” indietro, erano i meridionali.

Ovunque ti giri ci sono lupi. Non sarà il Maurizio, ministro della TAV?

Sui lupi si sprecano i titoli perché l’argomento, debitamente pompato, tira. In una città come la nostra, i lupi tirano quanto chi tira di coca. La differenza tra gli uni e gli altri sta nel fatto che i cocainomani e tutti i malavitosi che ci girano attorno, per i veronesi non sono un problema, ma i lupi sì.

Ma che bella questa città dove ai lupi si dedicano pruriginose paginate locali e dove assessori regionali alla caccia, sparano stupidaggini come se fossero pagati a cottimo: un tanto a stupidaggine.

E’ il caso dell’assessore regionale alla caccia, Stival. Facile la battuta “pensa con i piedi”. Se non mi sbaglio l’assessore è profumatamente pagato dai veneti per proporre cose intelligenti che tengano conto di tutti e non solo degli allevatori della Lessinia.
In questi ultimi giorni il nostro assessore è riuscito a produrre idee brillantissime, subito sostenute ed amplificate dai media locali. Lo Stival  produce genialate tipo “sterilizziamo Giulietta (la lupa, non la statua)”, oppure “chiudiamo i lupi in un recinto”.

Lo so che è tempo perso ma vorrei ricordare che i lupi, al loro arrivo, furono salutati come un evento positivo e importante per la valorizzazione del territorio. Grazie ai lupi ci sono soldi da investire anche in Lessinia, territorio che non è proprietà degli allevatori ma patrimonio comune. Quindi anche nostro, e di questo il nostro assessore deve tenere conto.

Invece di dire stupidaggini, potrebbe contribuire a sveltire le pratiche per i rimborsi agli allevatori che si sono visti predare qualche capo dai lupi. Ovviamente solo nel caso in cui i “colpevoli” fossero proprio i lupi.

Giusto perché non ce ne dimentichiamo, va ricordato che in Lessinia ci sono molti cani rinselvatichiti, talvolta riuniti in branco, ed è facile scambiarli per lupi. Magari chiedersi di chi siano quei cani rinselvatichiti sarebbe uno splendido esercizio da proporre a chiunque, giornalisti e politici in testa.

I fatti degli ultimi giorni, e molti altri precedenti, ci danno ampiamente ragione.
La vicenda dei lupi in Lessinia pretende ponderatezza e lungimiranza ovvero cose lontanissime dalle grida e dagli strilli che perseguono solo interessi particolari e limitati nel tempo. Le elezioni regionali sono dietro l’angolo, ad esempio.

Non vorrei che sui lupi si scaricassero inefficienze locali, assenze provinciali, incazzature contro le eccessive tassazioni e la onnipresente crisi. Non dimentichiamoci poi che la stragrande maggioranza degli allevatori è attenta al proprio territorio e lavora con passione e professionalità, ma qualcuno di loro, specie nel passato prossimo, non ha avuto problemi nello scaricare carcasse di animali all’interno dei numerosi vaj e forre che compongono il nostro territorio. Per favore, quindi, non giochiamo col fuoco e i media locali non inseguano argomenti inconsistenti solo per aumentare letture e ascolti.