Il lunedì del Film Festival della Lessinia

Lunedì 21 agosto il Film Festival della Lessinia ha visto l'esordio di FFdL+, la sezione dedicata ai bambini. Anche stavolta il tutto esaurito e proiezioni accompagnate da risate e gridolini dei bambini ma anche dal compiacimento degli adulti che li accompagnavano.

Evento clou della giornata, posto all'interno della sezione Montagne Italiane, il film "Ritorno sui monti naviganti". Il regista Alessandro Scillitani ha accompagnato il giornalista e scrittore Paolo Rumiz lungo la dorsale appenninica, 10 anni dopo l'andata del 2006 che portò alla pubblicazione di "La leggenda dei monti naviganti". Ancora con la Topolino che di nome fa Nerina ma è blu, Paolo Rumiz ripercorre i luoghi alla ricerca dei cambiamenti intercorsi e di quegli spiriti ribelli che si ostinano a vivere su quelle montagne o vi ritornano anche dopo il terremoto. Ritorno sui monti naviganti è un film che parla di appartenenza culturale, di persone, luoghi e montagne ma anche di "paracarri e tornanti".

L'Appennino, luogo lungo più di mille chilometri in cui riappacificarsi con la natura e con se stessi. Appennino dorsale di comunicazione e contaminazione di cibi e di suoni...luogo di una vita più rallentata e vera, molto lontana da quella "spocchia alpina" più volte sottolineata da Rumiz. Comunità degli Elfi, ricostruzioni di luoghi quasi perduti, l'affidamento al biologico e ad un rapporto di qualità con la terra che è sempre bassa e si fatica a lavorare. Terra che però dà gioia, soddisfazione e stanchezza, quella buona, quella che non stressa e ti lascia libera la mente. Scillitani racconta tutto questo con un ritmo incalzante all'interno di uno svolgersi lento e misurato. Quello visto nel film è un bellissimo racconto che "finiti i paracarri, i tornanti e le case cantoniere, parla di un'Italia pulita e senza voce".
Non perdetelo.

Dopo un'ottima zuppa di farro alla tavola calda del festival, è il turno di sedersi sulle poltroncine del teatro per assistere alla proiezione de "Gli eremiti", film del 2016 diretto da Ronny Trocker. Anche questo è un film densissimo di solitudini e rassegnazioni. Una sorta di ineluttabile fatalismo che permea ogni fotogramma del film girato in un maso dell'alta Val Venosta, ai confini con la Svizzera. Una coppia di anziani vive lassù, in alta montagna, con alcuni animali e moltissimi problemi logistici. Primo fra tutti l'assenza di una strada. Al maso si arriva mediante sentiero oppure con una teleferica che però si guasta. Due figli morti lassù, travolti da una valanga, il terzo, Albert lavora in una cava a valle. Mondi lontani ed entrambi senza un futuro.
Gli Eremiti è un film molto bello e pessimista, un film che vorrebbe suggerire di cercare una terza via che però è tutta da scoprire.

Agostino Mondin