Il futuro della ZAI storica? Deciso oltre trent’anni fa

Il futuro della ZAI storica era stato  deciso oltre trent’anni fa. Dal piano Barbin della fine degli anni ’80, durante l’ultima amministrazione del sindaco Sboarina, al piano Mancuso dei primi anni 2000, alle ipotesi del professor Trame, per finire con il metodo di delegare le scelte di pianificare il territorio agli operatori privati dell’era Tosi, le diverse giunte hanno sempre cercato di proporre destinazioni urbanistiche che gratificassero le operazioni immobiliari, trascurando le esigenze degli abitanti.

Ho letto con attenzione l’intervista all’assessore Caleffi  e concordo con le sue affermazioni quando sostiene che i circa 199.008 mq di commerciale previsti nel PAT per Verona sud sono gli stessi pianificati prima dall’Amministrazione del sindaco Zanotto e poi da quelle del sindaco Tosi. Così come è vero che su Verona sud, anzi, sulla ZAI storica, si erano concentrati gli interessi delle amministrazioni fin dagli anni ’80. Ricordo bene le mie dure opposizioni al PRUST, nell’area dell’ex mercato ortofrutticolo.

In sintesi, dal piano Barbin della fine degli anni ’80, durante l’ultima amministrazione del sindaco Sboarina, al piano Mancuso dei primi anni 2000, alle ipotesi del professor Trame, per finire con il metodo di delegare le scelte di pianificare il territorio agli operatori privati dell’era Tosi, le diverse giunte hanno sempre cercato di proporre destinazioni urbanistiche che gratificassero le operazioni immobiliari, trascurando le esigenze degli abitanti

Questi obiettivi e questi metodi furono interrotti solo nel breve periodo della seconda giunta dell’amministrazione del sindaco Aldo Sala. Si voleva portare a termine il Progetto Preliminare di Piano o piano di Salvaguardia, per evitare che il territorio subisse ulteriori oltraggi durante i lavori per la Variante Generale.  Il professor Marcello Vittorini concluse, senza alcuna pressione politica, il piano, che fu adottato nel 1993.  In base all’art. 42 della L.R. 61/85, i Comuni avevano la possibilità di far precedere l’adozione del P.R.G., alla predisposizione di un Progetto Preliminare di Piano, contenente l’indicazione delle scelte urbanistiche fondamentali.  Si trattava di un documento che individuava le invarianti del Piano e le scelte di sviluppo. Contemporaneamente erano indicate le discipline per la tutela  dei beni culturali ed ambientali. Vennero messe a salvaguardia le aree delle colline (ipotesi parco) e dei parchi urbani (Adige, Mura, etc.), delle aree agricole di notevole interesse paesaggistico, del Centro Storico e dei nuclei storici dei centri minori.

Furono identificate alcune aree di ristrutturazione urbanistica, le cosiddette ARU, quali il parco ferroviario di Porta Nuova, l’area di Basso Acquar, l’area degli ex Magazzini Generali, l’area di Galtarossa, l’area della fiera, la ZAI storica, l’area di Borgo Venezia e di san Massimo.
Una particolare attenzione  fu data alla ristrutturazione urbanistica della ZAI storica al fine di realizzare una nuova centralità urbana.

Proprio in questo obiettivo sta la differenza tra quanto sta accadendo ora e quello che invece prevedeva il Progetto Preliminare di Piano: la progettazione di  una porzione di città, con residenze, negozi vicinali, uffici, servizi e verde. Non solamente tanti e ingombranti centri commerciali.

Per la riqualificazione delle aree dismesse, le ARU, era previsto un indice di edificabilità basso, la cessione, fino al 50%, dell’area alla Pubblica Amministrazione e le scelte sulle destinazioni d’uso, definite da un piano regolatore organico all’intero territorio comunale. 

Inoltre, sarebbe stato interessante creare un piazzale pedonale di fronte alla fiera, che la collegasse con l’ex mercato. I mezzi a motore sarebbero transitati attraversando un sottopasso. Quegli spazi avrebbero dovuto essere destinare a  servizi per la fiera e per i cittadini, non certo all’ Esselunga.

Il Progetto Preliminare della Variante Generale al P.R.G.,. durante l’amministrazione Sironi, fu lasciato  decadere per decorrenza dei termini di salvaguardia. E’ stata un’occasione perduta.

Giorgio Massignan
VeronaPolis