Il Film Festival della Lessinia raccontato da Radio Popolare Verona

Il lunedì del FFDL inizia alle 10 con The Revenant, film proposto in lingua originale.
Il lunedì è però,  per tradizione, giornata dedicata ai bambini. Dalle 16 infatti, proiezione di 9 corti di animazione tutti dedicati a loro. Riesco a vederne solo 5. Vi segnalo "Su la testa", protagonista una giovane capretta e "One two tree", storia di un albero che indossate un paio di scarpe rosse se ne va in città.
Alle 16.30, per Parole Alte, sono in cattedra Valérie Feruglio e Marco Peresani. I riti, le sacralità,  i resti ed i dipinti di alcune grotte, da quella di Fumane a quella di Chauvet in Francia, ci vengono raccontati con molta passione e competenza. Le loro sono storie di migrazioni, di artisti, di cacciatori e animali da 400 mila anni fa fino alla scomparsa dell'uomo di neanderthal e all'arrivo dell'uomo moderno. Alle 18 il film in concorso "Sila e i custodi dell'Artico". Il film affronta i cambiamenti climatici visti attraverso l'esperienza in Groenlandia di un team internazionale di scienziati ed anche attraverso l'esperienza del popolo Inuit che vive il cambiamento direttamente sulla propria pelle.
A seguire "Il bandito ed il montone", film di Alberto Iordanov. Il film racconta la storia di Doycho, anziano che vive in un paesino disabitato, immerso nei boschi della Bulgaria. Lui si definisce bandito, forse per qualche trascorso con la giustizia non accennato nel film. Doycho è uno che non si arrende mai, un duro sempre disposto a lottare e battersi anche per amore. A 71 anni si dichiara, non corrisposto, ad una donna di un paese vicino. Un film tenero e duro in cui il protagonista sembra avere maggiori capacità di dialogo con gli animali ed il montone, che lo segue ovunque, che con le persone.
Alle 21 l'ultimo film della giornata, "Passeri", del regista islandese Rúnar Rúnarsson. I passeri, ci dice, sono simboli di speranza, di cambiamento, di transizione. Protagonista è un adolescente costretto da vicende familiari a trasferirsi da Reykjavik, dove vive con la madre, in uno sperduto paesino islandese dove vive il padre.
"Passeri" è storia di tagli, separazioni e incontri. Il film racconta storie di solitudine dove entrano sesso, scontri con il padre alcolizzato, la dolcezza della nonna paterna, che poi morirà,  rapporti difficili con i coetanei oltre ad un'esperienza con la droga. Sarà quest'ultima situazione a portarlo alla sua prima e autonoma assunzione di responsabilità. Ciò accadrà nei confronti di una ragazza di cui è innamorato, violentata sotto i suoi occhi annebbiati dagli effetti di una droga sintetica. Il film è pieno di spunti, forse troppi, ma la sua storia è incalzante, trascinante, avvolgente e non lascia indifferenti. Rúnarsson ci mostra un'Islanda cupa e grigia dove è più facile lo sballo con alcol e droga che un sorriso. Adulti allo sbando ed adolescenti ancor di più, senza esempi validi da seguiro o modelli da imitare. Rimane però la speranza, quella che il regista ci lascia con le ultime immagini, quelle dell'abbraccio, seppur inconsapevole, del padre al figlio Ari, il protagonista del film. Abbraccio che è perdono e che è speranza in un cambiamento.
Al termine il lungo e caloroso applauso del foltissimo pubblico presente.
Fuori, nello spazio tra l'Osteria del Festival e la Libreria, la splendida musica della Davide Veronese Swing Band.