Il diluvio universale, metafora della crisi

Il tempo del diluvio universale, ovvero quando i confini si confondono e non si sa quale strada intraprendere, assomiglia al tempo contemporaneo, fatto di instabilità e poche certezze. L’incontro dal titolo “Il Mabbul e il tempo della crisi” affronta la tematica grazie al contributo di Davide Assael, collaboratore della Fondazione Centro Studi Campostrini, mercoledì 23 novembre alle 18 in via Santa Maria in Organo, 4, a Verona, ingresso libero.

«Il termine ebraico utilizzato per descrivere questo fenomeno è “Mabbul”, che ha un senso più ampio della parole italiana “diluvio” – spiega Davide Assael, collaboratore della Fondazione Campostrini –. Nell'economia del racconto biblico il Mabbul è quel momento in cui tutto si confonde, non a caso, anche in ebraico moderno, “confondersi"” si dice “lehitbalbel”, che ha un’assonanza con Mabbul e la vita non sa più quale finalità perseguire. Agli occhi di oggi, il diluvio biblico appare, dunque, come il modello primigenio di uno stato di crisi: il momento in cui il sistema perde il proprio orientamento e bisogna crearne uno nuovo».

Il Mabbul quindi lo si può interpretare, per esempio, in termini politici (una guerra? Una rivoluzione?), psicologici (l'emergere della follia?), m anche dal punto di vista sociale ed economico. In ogni caso, resta chiaro che il termine ebraico sia il modello paradigmatico di uno stato di crisi, tema più che mai urgente nei nostri tempi. La storia del diluvio è anzitutto il racconto di come ci si possa salvare. Per informazioni consultare il sito della fondazione www.centrostudicampostrini.it