Il Decreto Carceri è un primo passo, ma non basta. Appello dal carcere: serve una legge che "salvi" gli affetti

Adesso che il Decreto Carceri è finalmente diventato legge (approvato dal Senato con voto di fiducia 162 i sì e 39 i no) prevedendo indennizzi o sconti di pena ai detenuti reclusi in condizioni inumane, limitazioni alle misure cautelari, più magistrati di sorveglianza e più agenti penitenziari, non si può credere che tutto sia risolto.
Non va dimenticato che con la sentenza «Torreggiani» la Corte europea dei diritti dell’uomo  aveva condannato l’Italia per la situazione delle carceri, e quindi una risposta andava data. Un primo passo importante, ma non la soluzione di una situazione che rimane difficile e spesso inumana, non solo per chi è in carcere, e giustamente paga il suo conto alla società, ma anche per chi rimane fuori e aspetta.

Tra gli appelli che arrivano dal carcere importante e urgente quello che riguarda  la salvaguardia degli affetti, perché carceri più umane significa anche carceri che non annientino le famiglie.
A questo proposito pubblichiamo il comunicato e l'appello ricevuto dalla redazione di Ristretti Orizzonti.

Appello dal carcere: serve una legge che "salvi" i nostri affetti

Una delle più importanti battaglie che la redazione di Ristretti Orizzonti conduce da sempre è quella che riguarda gli affetti in carcere. Ormai sono anni che cerchiamo di sensibilizzare l’opinione pubblica su questa questione e, soprattutto, di coinvolgere i politici, che poi le leggi dovrebbero farle. A tale proposito, in occasione di un incontro con un gruppo di parlamentari del Veneto di schieramenti diversi, abbiamo ripreso questo tema, consegnando loro una proposta di legge elaborata dalla redazione stessa in collaborazione con molti esperti ancora nel 2002, e sottoscritta allora da 64 parlamentari di tutti gli schieramenti, ma mai calendarizzata.
Ora questo testo è stato ripreso da alcuni parlamentari, su iniziativa del deputato di Sel Alessandro Zan, e riformulato per essere poi nuovamente presentato come proposta di legge.
Abbiamo anche scritto un appello che ha al centro la liberalizzazione delle telefonate e l’introduzione dei colloqui riservati. Su questo appello vi chiediamo di raccogliere le firme delle persone detenute in tutte le carceri, e anche fuori, tra amici e famigliari: hanno un valore simbolico ma ci permettono di dare gambe e cuore alla nostra battaglia. Chiediamo allora una collaborazione a tutte le Redazioni interne alle carceri e invitiamo a dedicare, se possibile, un numero del loro giornale a questi temi, per promuovere una campagna di sostegno alla nostra proposta di legge, e di mandarci articoli per preparare un Dossier online su “Carcere e affetti” come risultato di un lavoro comune delle redazioni.
Questo tema non riguarda esclusivamente le persone detenute, ma tutte le loro famiglie, che vivono delle situazioni di pesante disagio.
Un dato veramente sconcertante è quello che riguarda i figli dei detenuti, il 30% circa da grandi rischiano di entrare pure loro in carcere. Crediamo che sia inaccettabile questa triste prospettiva di bambini con un futuro già segnato.
Noi detenuti con gli anni finiamo per perdere ogni sensibilità ed equilibrio, e per provare solo rabbia verso le istituzioni. Lo stesso vale per i nostri figli, che rischiano di crescere con l’odio verso chi tiene rinchiusi i loro cari e dimostra a volte poca umanità.
Se chiediamo poi un po’ di intimità con la nostra compagna, questa richiesta viene considerata solo sotto l’aspetto del sesso e la solita informazione distorta ci specula, intitolando articoli sul tema dei colloqui in carcere con titoli tipo “Celle a luci rosse”. Ma l’intimità non è altro che un ingrediente fondamentale per cercare di mantenere un rapporto negli anni, anche una semplice carezza data in intimità può essere molto più efficace di qualsiasi manifestazione di affetto e vicinanza in mezzo a decine di estranei.
Siamo fermamente convinti che unirci in questa battaglia possa essere una forza in più per ottenere il risultato sperato. E noi speriamo che questa battaglia un risultato lo dia: una legge per consentire i colloqui intimi e liberalizzare le telefonate. E una legge così, aiutandoci a salvare l’affetto delle nostre famiglie, produrrebbe quella sicurezza sociale, che è cosa molto più nobile e importante della semplice “sicurezza”.
Fiduciosi in un vostro coinvolgimento, attendiamo da voi riflessioni, proposte, sollecitazioni.
La redazione di Ristretti Orizzonti 

Per qualche metro e un po’ di amore in più
Carceri più umane significa carceri che non annientino le famiglie

L’Europa non si può “accontentare” dei tre metri di spazio a detenuto per decretare che le nostre carceri non sono più disumane. Lo sono eccome, e lo sono in particolare per come trattano i famigliari dei detenuti: sei ore al mese di colloqui e dieci miserabili minuti a settimana di telefonata, spazi per gli incontri spesso tristi e affollati, attese lunghe, estenuanti, umilianti.
E allora chiediamo all’Europa di occuparsi anche delle famiglie dei detenuti, e di invitare l’Italia a introdurre misure nuove per tutelarle.
Siamo convinti che unirci in questa battaglia possa essere una forza in più per ottenere il risultato sperato. E noi speriamo che questa battaglia qualche risultato lo dia: una legge per liberalizzare le telefonate, come avviene in moltissimi Paesi al mondo, e per consentire i colloqui riservati. E una legge così, aiutando a salvare l’affetto delle famiglie delle persone detenute, produrrebbe quella “sicurezza sociale”, che è cosa molto più nobile e importante della semplice sicurezza. 
Firmiamo per chiedere finalmente questa legge, coinvolgiamo le famiglie di chi è detenuto, ma anche quelle dei cittadini “liberi”, perché in ogni famiglia può capitare che qualcuno finisca in carcere, e nessuno più dovrebbe essere costretto alla vergogna e alla sofferenza dei colloqui, come avvengono ora nelle sale sovraffollate delle nostre galere.
Facciamo del 24 dicembre, vigilia di Natale, festa delle famiglie, una scadenza importante per sostenere, con tutte le forme di lotta non violente che riusciamo a immaginare, questa nostra richiesta. 
24 dicembre 2014: per quel giorno, raccogliamo migliaia di firme, da tutte le carceri, per un po’ di amore in più.
La redazione di Ristretti Orizzonti

- MODULO ON LINE PER SOTTOSCRIVERE LA PETIZIONE

- PETIZIONE DA STAMPARE PER RACCOGLIERE LE SOTTOSCRIZIONI DEI DETENUTI (pdf)