Il canone TV diventa CIB

Cristina Stevanoni ci trasmette una riflessione sulla questione del Canone RAI in bolletta (CIB, da ora in poi).

Sapete meglio di me che la Rai riformata dal presidente Renzi è parte sostanziale di un programma di governo avviato verso la strettoia del pensiero unico, chiamato governabilità. All’interno di questo, che a me sembra il quadro (prossimo, ma non tanto futuro), s'inserisce la pennellata astuta del CIB.
La quale pennellata è illegittima, perché aggiunge alla bolletta un onere di spesa che non è in alcun modo previsto dal contratto stipulato con l’ente erogatore. Vi pare poca cosa, questo? E perché nessuno ne parla? Dopo qualche timido sussurro sul fatto che sarebbe illegale, e che altrove però si fa (in Germania: va ben, ma a quali condizioni?), tutto tace.

Un altro problema, non meno interessante, è quello che oso definire logico formale. Perché mi fanno credere che il CIB sia legale? Ma perché viene fatta valere la legge della prossemica, quella falsa analogia fra l’energia elettrica e l’apparecchio Tv, il quale, per l’appunto, grazie all’energia elettrica funziona. Ma io, con la bolletta, ti pago il consumo di elettricità H24, come direbbe il Maroni di Crozza. Se tengo accesa la Tv in permanenza, io ti pago il corrispettivo, e morta lì. Impossibile dimostrare, per esempio, che io la Tv di Stato non la guardo. Mentre invece, pagando a parte il canone Tv, ammetto l’uso, e mi dichiaro consenziente, fino alle estreme conseguenze. Anche qui si apre un bel problema: perché, se un domani uscisse che la mezzanotte del 2016, accorciata di un minuto dal canale Rai 1, mi ha fatto perdere un affare miliardario, beh, io, che sono la manager danneggiata, posso sempre provare che, pagando il Canone separato, sono stato influenzata sfavorevolmente da quello sfasamento. Parlo per paradosso (ma non troppo, credo, anche se manager al femminile è già un bel paradosso...).

Ma torniamo alla prossemica, e guardiamola dal lato rovescio: nessuno di questi nostri pennellatori si sognerebbe di addebitare il CIB sulla bolletta relativa all'erogazione del gas metano. Per la semplice ragione che tutti, ma proprio tutti insorgerebbero, non potendosi individuare nessuna vicinanza, nessuna prossimità con all’apparecchio Tv, che invece è prossimo alla luce elettrica.
La prossemica materiale, tradotta in prossemica ‘spirituale’, genera mostri. Ma l’Italia è ormai il giardino di Bomarzo, e tutti sono impegnati a migliorarla.

Mi auguro che non inventino la Tv a gas, altrimenti sono fritta, e il mio ragionamento dovrebbe cominciare da qualche altra parte.

Cristina Stevanoni