I Litfiba al Villafranca Festival - il live report di Radio Popolare Verona

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LITFIBA Castello Scaligero di Villafranca domenica 23 Luglio 2017

I “ragazzacci” del rock italiano passano come oramai di consuetudine dal Castello Scaligero di Villafranca per la parte  estiva di Eutòpia Tour e portano con se il terremoto!

"Eutòpia" è uscito lo scorso novembre, a distanza di quattro anni dal precedente album in studio dei Litfiba; di acqua sotto i ponti ne è passata e ancor di più di tour tra cui gli ultimi due dedicati alle vecchie glorie da leggenda del gruppo fiorentino. Questa volta invece si cimentano con la presentazione del nuovo lavoro che va detto è stato un ritorno netto a sonorità più rock e graffianti con una netta somiglianza musicale con “Terremoto. Per quanto riguarda i testi la cose cambiano invece, anche perché il vero essere contro avrebbe dovuto prevedere scelte di collaborazioni televisive diverse quantomeno.

Piero Pelù e Ghigo Renzulli salgono sul palco preceduti dai tre elementi che completano la band: Fabrizio Simoncioni alle tastiere, Franco Li Causi al basso e un potentissimo Luca Martelli alla batteria. Si comincia subito con Lo Spettacolo e Piero mette subito in chiaro le cose: lui è e rimarrà per sempre un animale da palcoscenico in tenuta total black con una bella scritta “ragazzacci” in rosso sulla t shirt.

La scaletta del concerto prevede: Lo spettacolo, Grande nazione, L’impossibile, Sole nero, Straniero, Vivere il mio tempo, Spirito, Fata Morgana, Maria coraggio, Barcollo, Oltre, Dimmi il nome, In nome di Dio, Resta, Paname, Regina di cuori, Gioconda, Lacio drom (Buon viaggio), El diablo. Poi i bis conEutopia e Cangaceiro.

Spiccano tra le ultime nate Maria Coraggio per la delicata tematica affrontata con delicatezza e In Nome Di Dio per la potenza sonora sviscerata nel live. Durante Dimmi Il Nome il terremoto è arrivato davvero a scuotere il terreno del prato all’interno del Castello ma non tutti se ne sono accorti. Regali preziosi per i vecchi fan sono l’accoppiata Resta e Paname mentre a chiusura si inneggia al diavolo con El Diablo senza che la curia veronese ne sappia qualcosa come nel caso invece di Marilyn Manson… si sono evitati così parecchi rosari riparatori grazie a Dio.

I bis hanno regalato come pezzo di chiusura una versione davvero stupenda di Cangaceiro con un Pelù ormai a torso nudo come da prassi…sempre Viva El Bandito Litfiba!

Articolo a cura di Gionata Risegato