I colori del Mediterraneo, le melodie del Medioriente

Il termine Safar, in arabo e iraniano, significa viaggio, mentre Mazì, in greco, significa insieme. Il nome Safar Mazì esprime un viaggio insieme e il progetto musicale ideato attorno a queste parole rende piena ragione di una visione aperta al mondo in cui ogni diversità contribuisce a costruire un nuovo percorso in un dinamismo musicale senza confini ed etichette verso l’incontro e l’integrazione. “I colori del Mediterraneo, le melodie del Medioriente” è il nome dello spettacolo dell’ensemble multietnico che si svolge alla Fondazione Centro Studi Campostrini mercoledì 12 aprile alle 21 in via Santa Maria in Organo, 4, a Verona. Ingresso libero.

«Com'è tradizione della Valigia dei Suoni e nello spirito cosmopolita del Centro Studi Campostrini, anche i concerti che si tengono da qualche anno in chiesa a Natale e Pasqua sono all'insegna dell'esplorazione di sonorità tradizionali elaborate con una nuova sensibilità finalizzata alla comunione di emozioni create da strumenti di diverse culture – spiega Max Marmiroli, curatore insieme a Meri Palvarini della proposta musicale della Fondazione scaligera –. I musicisti del quartetto Safar Mazì rispecchiano esattamente questo tipo di sensibilità proponendo musiche tradizionali dal forte gusto bizantino (il suono del santur iraniano, progenitore del cembalo e del pianoforte), mediterraneo (le percussioni) con un particolare fascino gitano-bohemien creato dai suoni della fisarmonica e del clarinetto. Un concerto veramente brillante e suggestivo».

La formazione è costituita da Mohammed Neffaa, nato in Marocco, è la voce ed esperto delle percussioni del Maghreb come derbuka, riq e daf , Paolo Forte, giovane ed eclettico fisarmonicista cromatica, Renato Tapino, polistrumentista con il clarinetto tra i suoi strumenti principali, e da Faud Ahmadvand, grande conoscitore degli strumenti della tradizione persiana, nato a Teheran e attualmente residente a Venezia, oltre al canto suona il santur e daf. Gli artisti propongono musiche dal Mediterraneo al Medioriente partendo dal Sud Italia, attraversando i Balcani, passando per Albania e Grecia per approdare in Turchia e volare poi fino in Iran e Armenia, dando vita a ritmi incalzanti e momenti melodici di grande poesia. Le sonorità orientali, ritmate ma allo stesso tempo calde e coinvolgenti, si intrecciano con il ricco folclore mediterraneo e insieme creano un pot-pourri avvolgente e suggestivo.

Programma di sala:

- Sassouni Tamzara
- Leili
- Hej Par
- Istanbul kasap
- Uskudar
- Aide jano
- Tarantiran
- Lu rusciu te lu mare
- Màtia
- Papatya
- Miserlou

Il concerto è patrocinato dal Comune di Verona, dalla Provincia di Verona e dalla Regione del Veneto ed è realizzato con il contributo della Banca Popolare di Verona – BPM. Per informazioni chiamare il numero 0458670770 oppure scrivere a info@centrostudicampostrini.it.

Elena Guerra ha intervistato Renato Tapino per il concerto di Pasqua del gruppo musicale Safar Mazì Quartet che si svolgerà alla Fondazione Centro Studi Campostrini. Ascolta.