Gruppo Industriale Tosoni Villafranca di Verona: una sistuazione insostenibile

Si comunica che a seguito del peggioramento della situazione nell’insieme del gruppo, a partire da ieri mattina, lo stabilimento della Cordioli di Valeggio SM, è sostanzialmente bloccato.

Le ragioni che riconducono all’azione è data dal fatto che il presidente, in data 16 Giugno 2015, davanti all’intera platea dei lavoratori si era impegnato a pagare gli arretrati entro il 10 Luglio, i quali sono fermi, ad un acconto del mese di Febbraio 2015 di 435 €, mancano quindi all’appello, il saldo di Febbraio e le retribuzioni di Marzo – Aprile – Maggio e tra un po’ di Giugno.  

La situazione è insostenibile, ci sono decine di famiglie fallite, sui 700 lavoratori del gruppo, più di 100 si sono dimessi per giusta causa, nell’impossibilità di andare avanti, trovando la soluzione in occupazioni alternative, per i più fortunati; o nella Indennità di Disoccupazione per coloro che non hanno lavoro, dato che questo consente loro di avere una seppur minima fonte di reddito.

Nelle altre unità del gruppo le cose non vanno meglio; se da una parte per la Saira Components e la Saira Elettronica, qualcosa è stato recuperato, siamo al pagamento già avvenuto di Aprile per la prima e di Maggio per la seconda, sono in grossissima le rimanenti due, le Officine Tosoni, ferme a Febbraio, la GIT (capogruppo) è ferma ad un acconto del mese di Marzo.

Vi è poi il paradosso che alla Tosoni, sono stati inseriti 50 lavoratori somministrati, con l’assurdo che questi saranno regolarmente pagati dato che sono in capo all’agenzia e i dipendenti NO, questo esaspera ancora di più il personale.  

Questa drammatica situazione, si sta riversando pericolosamente anche sulla parte delle prospettive. L’analisi dell’azienda da parte della KPMG (azienda Milanese specializzata) tarda ad arrivare. Si corre il rischio che si arrivi a babbo moro, nel senso che le commesse non arrivano e il portafoglio ordini diventa sempre più striminzito, di giorno in giorno.

I lavoratori e le lavoratrici sono esasperati, sia per la mancanza del sostentamento economico, che per il futuro incerto che hanno davanti. 

E’ diventato oramai uso comune, da parte della direzione aziendale, non informare costantemente le maestranze tramite i delegati. Tutto si sta svolgendo nelle segrete stanze e nessuno si degna di dirci cosa sta succedendo.

Al contrario la proprietà interviene quando il personale è esasperato e mette in campo proteste.
Solo in quel caso si arriva a minacciare le persone, accusandole che se protestano e fanno sciopero i clienti scappano; puntualmente da una anno vengono fatte promesse e mai mantenute.

Fim e Fiom Verona