Giovedì al Film Festival della Lessinia

Alle 10 la piazza del festival riapre i battenti. Libreria, osteria e le frotte dei bambini che affollano i laboratori a loro dedicati.
Rumore di tazzine, profumo di caffè e brioche, aria fresca all'ombra del tendone. Musica in sottofondo, chiacchiericcio e le pagine dei giornali freschi da sfogliare.

Inizia così la mia giornata al Film Festival della Lessinia di venerdì 25, ultimo giorno di proiezioni dei film in concorso.
Avevo lasciato la piazza ieri sera verso le 23:30 appena terminate le proiezioni serali. Qualche commento a caldo e poi via a dormire. 
Il mattino poi aiuta a ripensare la serata e a cercare di tradurla e di raccontarla per chi avrà la pazienza di leggerla.

Ieri non sono riuscito a vedere "La ragazza dell'Änziloch" in programma alle 16. Vi racconterò degli altri.

"Al silencio" è un corto argentino di Mariano Còcolo.
È il racconto intensissimo di un addio. Un uomo sale la montagna con uno zaino-valigia sulle spalle. Neve e nuvole grigie incombenti, oggetti raccolti lungo il cammino ed un incontro fatto di rare parole. Poi ancora la salita colma di pesantezza e sofferenza. Lassù in alto, tra la neve, scava una fossa dove seppellisce un neonato avvolto in una coperta.
Film bellissimo. A mio parere 15 minuti di grandissimo valore.

Del successivo film avevo letto qualcosa ma senza approfondire. Tendo a lasciarmi sorprendere.
"Gli eterni" è un pugno nello stomaco, un urlo di pazzia, disperazione e rabbia.
Enclave armena del Nagorno Karabakh, Caucaso meridionale. Nel 1994, con la proclamazione dell'indipendenza dall'Azerbaigian inizia una guerra civile che si trasforma in una guerra di trincea.
Paesaggi tetri, cimiteri, case sventrate, marce militari, spari, paesi distrutti e abbandonati. In questa situazione vagano i sopravvissuti, gli eterni, che portano dentro di sè il ricordo e la sofferenza inaudita di un popolo intero.

Non è facile, usciti dal teatro, mettersi in coda per la cena. Presumo che stasera la digestione sarà complicata.

 "Alle origini dello sci" è un bel racconto di 55 minuti  di provenienza svizzera.
Un viaggio con gli sci, dall'Afghanistan ai Monti Altai. In mezzo la Cina dello Xinjang con la città di Kasghar, terminale della Via della Seta, e le Montagne Celesti del Kirghizistan. 
In valli remote dei Monti Altai sono state trovate incisioni e disegni, risalenti a 10 mila anni fa e che ritraggono persone con gli sci ai piedi.
Facile immaginare l'uso che la Cina farà di questi ritrovamenti, dato che il grande stato asiatico sarà la sede delle Olimpiadi Invernali del 2022.
"Alle origini dello sci" è un documentario molto ben riuscito e curato e con in futuro sulle televisioni internazionali.

A seguire "Blank Lands", film italiano del Collettivo Blank Lands.
Si tratta di un bel documentario che ripercorre il viaggio che compì Zhuangh Xueben negli anni '30 del secolo scorso. Questi, considerato uno dei più importanti fotografi cinesi, per ha percorso per 10 anni, una regione della Cina, allora nemmeno segnalata sulle mappe, incontrando e fotografando persone e luoghi.
Il collettivo ne ripercorre i passi registrando i cambiamenti intercorsi da quel periodo.
Quello visto è sicuramente un bel documentario che vede foto bellissime ed un racconto forse un po' appesantito dal troppo parlato. 

A domani.

Agostino Mondin