Giornata Mondiale dell’Acqua e inquinamento da PFAS

Oggi,  22 marzo si celebra la Giornata Mondiale dell’Acqua, l’edizione di quest’anno ha come tema la questione delle acque reflue, ovvero quelle contaminate da attività domestiche, industriali e agricole, che vanno ridotte, depurate e riutilizzate.

Secondo quanto prescrive l’obiettivo sostenibile 6.3 dell’Onu dovremmo: “migliorare entro il 2030 la qualità dell’acqua eliminando le discariche, riducendo l’inquinamento e il rilascio di prodotti chimici e scorie pericolose, dimezzando la quantità di acque reflue non trattate e aumentando considerevolmente il riciclaggio e il reimpiego sicuro a livello globale”.

Il problema delle acque reflue purtroppo in Veneto è un problema di scottante attualità per il grave inquinamento da PFAS che coinvolge le province di Verona, Vicenza e Padova.

Nel 2017 non è possibile aver paura di usare l’acqua del rubinetto di casa, eppure è questa la triste realtà quotidiana che gli oltre 350 mila residenti delle province colpite stanno vivendo. Infatti, in quest'area del Veneto, la contaminazione da PFAS, ha raggiunto livelli estremamente preoccupanti e l’inquinamento interessa non solo l’acqua potabile, ma anche quella di fiumi e falde acquifere e, quindi inevitabilmente, entra nella catena alimentare.

L’acqua è un bene prezioso che va protetto e tutelato, per questo Greenpeace nelle scorse settimane ha lanciato, nell’ambito della campagna Stop PFAS in Veneto, una petizione per chiedere alla Regione Veneto di individuare e fermare tutti gli scarichi di PFAS nelle aree colpite dalla contaminazione, e di abbassare i limiti di PFAS consentiti nelle acque potabili . Per difendere il diritto dei cittadini ad accedere a un’acqua sicura e non contaminata. 

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