Giorgio Massignan sulla copertura dell’Arena

Non intendo disquisire se il progetto che ha vinto il concorso internazionale di idee per la copertura dell’Arena sia realmente una buona proposta e soprattutto la migliore tra tutte quelle che hanno partecipato alla gara. E’  proprio l’idea che si possa coprire un antico anfiteatro romano che, prima di essere un teatro è un monumento e come tale da rispettare e conservare, che contesto totalmente. Questa strampalata idea è stata già più volte bocciata dalla Soprintendenza preposta e lo sarà anche questa volta. Sono convinto che si tratti di sola pubblicità, per l’impresa industriale che ha finanziato il concorso, e per i politici che, in periodo elettorale, lo stanno cavalcando.

Sarebbe tragico che, mentre la Fondazione Arena rischia di fallire, molti creditori attendono di essere saldati, viene licenziato il corpo di ballo ed è trattenuta una mensilità a tutti i dipendenti, le autorità preposte alla conservazione del patrimonio monumentale concedessero i permessi per una tale eresia, costosissima ed antistorica. Mai l’Arena, nella sua lunga storia, è stata coperta.

La questione vera che voglio porre non è la copertura dell’Arena e quale impatto e danni potrà causare all’antico anfiteatro, ma come debba essere considerato il nostro patrimonio storico monumentale.

Il nostro sindaco e alcuni suoi sodali, assieme ad alcune categorie economiche, ritengono che i monumenti debbano essere valorizzati per realizzare, dalla loro fruizione,  il massimo reddito possibile. Per loro è questo che significa valorizzare il nostro patrimonio culturale e storico.

Io invece ritengo che il valore dei monumenti non risieda in quanti denari si possano realizzare dal loro uso, ma nel loro alto valore culturale che testimonia il nostro passato e le nostre radici, valori questi che ci permettono di leggere i diversi periodi della storia della nostra città e quindi della nostra storia.

Una civiltà senza la  memoria del proprio passato è una civiltà orfana e priva di valori.

Se dovesse passare la logica consumistica ipotizzata dal sindaco, dovremo aspettarci che in seguito si ipotizzi  la chiusura termica dell’Arena per utilizzarla anche nei mesi più freddi.  Poi la stessa sorte toccherà al Teatro Romano. Il parco delle mura sarà trasformato in un parco di divertimenti con punti di ristoro, giostre, sale video e magari comparse in costume di armigeri scaligeri. L’Arsenale la vogliono ridurre ad un ennesimo centro commerciale.

A quel punto tra Gardaland e Verona la differenza sarebbe irrilevante.

Giorgio Massignan
VeronaPolis