Giorgio Massignan risponde a Mao Valpiana

Anche se non richiesto, sento il dovere di rispondere, più brevemente rispetto al suo intervento, ad alcune affermazione di Mao Valpiana, pubblicate da Radio Popolare.

Innanzitutto Mao confonde il mio progetto di una lista civica su base programmatica, con l’appello proposto da me, da Welponer e da Brigo, per tentare di rompere i muri che ancora dividono le forze di centro sinistra e di sinistra. Se strumentalmente fa comodo mescolare i due momenti, politicamente non è corretto. La mia proposta è nata nel febbraio del 2016 e si è sviluppata e continua a svilupparsi, indipendentemente dall’appello, che è altra cosa. L’appello è stato concepito nell’ottobre dello stesso anno ed era solo un appello. Inoltre contesto l’ asserzione di Mao che nella mia proposta, così come nel nostro appello, ci saremmo posti “al di sopra e al difuori degli attori politici, presentando un programma ma chiedendo ad altri di lavorare per costituire una lista civica, e chiedendogli anche di farsi da parte nascondendo le bandiere”. In realtà, abbiamo tentato di aggregare persone, comitati, associazioni e partiti, non con il solito metodo cencelliano, che pare sia ancora così tanto amato da Mao, ma sulla base di un vero e vincolante programma, da definire assieme a tutti e nella pari dignità dei diversi componenti.

E’ vero che la politica ha la sue regole, ma quando sono di impaccio ad un nuovo metodo che comprenda la partecipazione attiva di coloro che da sempre si impegnano per la città, si deve cercare di modificarle. A meno che non facciano comodo per mantenere un inutile micro potere di posizione.

Un’altra mia contestazione riguarda la convinzione di  Mao che tutto debba partire dal candidato sindaco, che anche per me rimane importante, ma non basilare.

Ritengo invece siano fondamentali il metodo ed il programma;   la scelta del candidato dovrebbe essere la conclusione di un serio e partecipativo processo di aggregazione sui contenuti, non l’opposto.

Un ulteriore arbitrarietà sostenuta da Mao riguarda l’ipotesi del mio CLC, (Comitato di Liberazione Comunale): non ho mai pensato di far confluire “tutti i partiti, di destra, di centro e di sinistra”, come sostiene Mao, per liberare Verona da Tosi, ma di rivolgermi anche all’elettorato di centro destra e di destra per tentare di proporre una Verona migliore. Per chi vuole intendere, la mia ipotesi era ben diversa rispetto quella che tenta di far passare Mao.

Mao ritiene che non basta fare elenchi programmatici, sognare la “Verona che Vorrei”, organizzare convegni e conferenze stampa. Dice che il programma su cui lavorare c'è già, più o meno lo stesso da vent'anni.  Lo correggo, è lo stesso da quarant’anni, ma se nessuno è mai riuscito a portarlo avanti è proprio perché anche le forze progressiste hanno continuato ad agire sulla base di quelle regole e di quei metodi vecchi, personalizzati e vincolati da tanti simboli, che Mao ancora ama e difende. A mio avviso sono necessari i convegni, gli incontri, gli articoli e le conferenze stampa, per tentare di informare nel modo giusto i veronesi che si può realizzare una Verona diversa e alternativa a quella tosiana e delle destre. Soprattutto c’è bisogno di  persone che, grazie ad un programma alternativo su Verona, mi permetto di citare anche quello di “La Verona che Vorrei”, tornino sul territorio e si confrontino con la gente.

In conclusione, anch’io affermo di non avere la bacchetta magica, però rimango ancora convinto sulla efficacia della mia idea di formare una grande lista civica, composta da persone per bene e competenti, che si siano impegnati costantemente per il bene della propria città, e non da coloro che cercano solo una poltrona o che emergono dai silenzi ad ogni scadenza elettorale. Una lista che abbia l’appoggio esterno di alcuni partiti senza i loro simboli e che quindi possa essere votata anche dall’elettorato moderato di Verona. Una lista che si presenti con un programma chiaro e vincolante e che oltre al candidato sindaco proponga già la squadra degli assessori. Credo che una lista civica formata in questo modo  possa riuscire a battere le destre.

Mi rendo conto che tutto questo è quasi impossibile, ma se si vuole tentare di vincere non vedo altre soluzioni. L’alternativa sono tante liste che si divideranno i pochi posti all’opposizione.

Comunque non ho ancora perso tutte le speranze che si possa concretizzare un tavolo politico tra i partiti di centro sinistra, di sinistra ed esponenti della società civile; anche se ci sono troppe persone in malafede che hanno avuto ed hanno il compito preciso di boicottare l’operazione.

Giorgio Massignan
VeronaPolis